Fiducia, Casini: “Noi dell’Udc non siamo in vendita”

E’ un momento molto triste per la vita pubblica. Un momento di degrado morale e civile”. E’ il giudizio del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, in merito alla presunta compravendita di parlamentari messa in atto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel disperato tentativo di tenere in piedi una maggioranza ormai implosa.

”In Parlamento, non tutti siamo in vendita” sottolinea il leader centrista, incontrando a Caserta i militanti del partito riuniti nel teatro comunale cittadino.

“Abbiamo votato la sfiducia a Berlusconi tante volte, la voteremo anche martedì, perché – spiega Casini – la chiarezza e la lealtà alla fine vincono”.

In merito alla lettera inviata dalle ‘colombe’ di Pdl e Fli a Berlusconi e Fini per tentare di stringere un accordo dell’ultima ora, prima del voto di fiducia alla Camera del 14 dicembre, il leader dell’Udc risponde secco: ”Quel documento non è rivolto a me. Credo che sia corretto che rispondano direttamente Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi”. L’appello ad un’intesa dell’ultimo minuto,  promosso dal deputato Fli Silvano Moffa e dal senatore Pdl Andrea Augello, sottoscritto da 16 parlamentari, non trova dunque nell’Udc un valido sostegno.

”Noi abbiamo votato per 37 volte la sfiducia a Berlusconi. Voteremo anche per la 38a volta perché – spiega Casini – siamo convinti della necessità di una svolta”.

Raffaele Emiliano