Sarah Scazzi: verifiche sull’arma del delitto e sul cadavere


Proseguono le indagini relative all’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana assassinata lo scorso 26 agosto.

Nei prossimi giorni i Ris eseguiranno diversi esami su tre cinture ritrovate a casa di Michele Misseri, per accertare quale delle tre sia stata l’arma del delitto, o per verificare se questo elemento esista: potrebbe trattarsi dell’ennesimo depistaggio, e nei tre mesi trascorsi Avetrana non è stato raro riscontrarne.

I Ris saranno a lavoro sulle cinture, di cui due sono di colore verde, come indicato da Michele Misseri in fase di incidente probatorio, dovranno dimostrare su quali delle tre probabili armi vi sia il dna di Sabrina Misseri, ancora in carcere in quanto indicata come unica assassina, e della stessa vittima, Sarah Scazzi.

La difesa della ventiduenne aveva avanzato l’ipotesi che il cadavere ritrovato nel pozzo di Nardò non appartenga, in realtà, a Sarah. Un disperato tentativo di salvare la propria assistita, si pensa, ma i Ris non possono lasciare alcun aspetto al caso, visti gli sviluppi poco certi di tutto il caso: prima un reo confesso (Michele), che chiama in correità sua figlia (e cugina di Sarah, Sabrina), che infine le scarica contro ogni colpa. Troppe contraddizioni, versioni, verità, che non permettono di prendere come certa ogni supposizione o dichiarazione.

Solo qualche giorno fa, infatti, la deposizione di un testimone è bastata a sconvolgere l’intero quadro cronologico relativo all’omicidio. Un vicino di casa avrebbe visto Sarah due volte, quel 26 agosto: alle 13, mentre rincasava, e alle 13.45, mentre si recava dalla cugina. Ciò che potrebbe cambiare non è solo l’ora del delitto e i minuti impiegati perché Sarah morisse, ma anche il luogo del delitto.

Si potrebbe pensare, poi, alla premeditazione con la quale Sabrina avrebbe preparato l’omicidio: la sua amica Mariangela sarebbe arrivata solo tre quarti d’ora dopo (14.30), il tempo necessario per eliminare la cugina scomoda, occultarne il cadavere e tornare come prima, preoccupata per la ‘misteriosa’ sparizione.

Carmine Della Pia