Casini: Berlusconi può ancora dimettersi

Per il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, non tutto è perduto. A soli due giorni di distanza dalla votazione in Parlamento che vale la “sopravvivenza” del governo Berlusconi, Casini rilancia il suo appello, invitando il premier a fare un passo indietro. “Eviti una ridicola conta parlamentare – ha scandito il centrista – e si dimetta. Ha ancora qualche ora per pensarci, non sarebbe una prova di debolezza, ma una prova di forza, di responsabilità e dignità. Non si tira a campare mentre il Paese va a fondo”.

La situazione che pare destinata a profilarsi alle Camere preoccupa molto Casini: “Pensate che tutto questo possa essere risolto con la contabilità parlamentare? – ha rimarcato – Pensate che con un voto in più si possa governare? Serve un governicchio o un governo vero, un governo di responsabilità nazionale che prenda le decisioni, anche impopolari, che servono al Paese?”.

“Io temo molto – ha ripreso l’ex presidente della Camera – l’incoscienza di chi ritiene che la contabilità possa aiutare l’Italia, che con un voto in più in Parlamento si possano risolvere i problemi. Questa – ha insistito – è incoscienza”. Quanto alla tenuta del sodalizio stretto con Fini e Rutelli, dopo la lettera delle “colombe” finiane e pidielline recapitata ai loro leader: “Oggi – ha commentato il leader dell’Udc – ho letto su alcuni giornali che io vorrei affossare il terzo polo. Io voglio proprio affossarlo il terzo polo perché abbiamo l‘ambizione di diventare il primo polo e guidare questo Paese. Noi – ha spiegato Casini, che ha negato l’esistenza di attriti con il leader di Fli – abbiamo l’ambizione di rappresentare la prima proposta politica e non la terza”.

Infine dispensa consigli anche all’opposizione: “Ieri – ha osservato il centrista – c’è stata una piazza pacifica e bella, ma alla sinistra diciamo che il problema non è liberarsi solo di Berlusconi, il cui ciclo è ormai al tramonto e indipendentemente dal 14 dicembre. Bisogna andare oltre, avere la consapevolezza che certe scelte, come quelle sul nucleare – ha concluso – si fanno con dei sì e con dei no”.

Maria Saporito