Cenoni delle feste di Natale, è stangata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:18

Il consumatore italiano quest’anno rischia di spendere “circa 140 euro per pranzi e cenoni”.

Lo comunica Coldiretti dopo aver analizzato gli effetti dell’aumento dei prezzi dei carburanti sulle tavole degli italiani in occasione del record da due anni fatto segnare dalla benzina.

Nel nostro Paese, ricorda la Coldiretti, dove oltre l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma, l’aumento dei carburanti “pesa notevolmente sui costi della logistica che incidono per quasi un terzo nella frutta e verdura. Una situazione che si aggrava durante le feste di Natale dove è ancora molto diffusa la cattiva abitudine di portare in tavola prodotti fuori stagione”.

Ogni pasto consumato dagli italiani percorre in media duemila chilometri prima di giungere sulle tavole. Inquinamento, prezzo dei mezzi di trasporto e di benzina e gasolio rappresentano un costo aggiuntivo che non viene calcolato dai consumatori che, solo per effetto degli aumenti dei carburanti, rischieranno di pagare salato pranzi e cene natalizie.

Coldiretti ha stilato una vera e propria ‘lista nera’ dei consumi di Natale da evitare, dalle albicocche australiane, vendute a 28 euro al chilo, alle ciliegie del Cile, 35 euro/kg, dalle angurie del Brasile agli asparagi del Perù.

Secondo uno studio dell’organizzazione agricola, negli ultimi 10 anni c’e’ stata una crescita degli sbarchi di frutta straniera ‘contro’ stagione che si concentrano proprio nel periodo di Natale.

“Questi prodotti hanno prezzi superiori ben oltre dieci volte quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine made in Italy. Una spesa che appare del tutto ingiustificata perchè si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell’aria gas ad effetto serra”.

A proposito di inquinamento, riprendendo qualcuno dei casi analizzati dall’organizzazione, basti pensare che un chilo di albicocche australiane viaggiano per oltre sedicimila chilometri, bruciano 9,4 chili di petrolio e liberano 29,3 chili di anidride carbonica o che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle nostre tavole percorrono quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica.

Ieri la Coldiretti del Lazio ha anche presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per offrire nei ristoranti del Lazio prodotti a ‘chilometri zero’, coltivati nella regione.

Marco Notari

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