Cesame, dopo la protesta più vicina la cooperativa degli ex dipendenti

Dopo la chiusura della vertenza gli ex operai della Cesame sono scesi dal tetto dell’Irfis.

I lavoratori della ex azienda di sanitari erano saliti sul tetto dell’istituto di medio credito Irfis a Catania in seguito al parere negativo da questi espresso il 9 dicembre sulla loro proposta per gestire e rilanciare l’azienda.

È toccato al presidente Raffaele Lombardo comunicare ai lavoratori ieri mattina che l’Irfis, venerdì notte, ha accettato la proposta della regione Sicilia di farsi carico della rimanente spesa necessaria per concludere l’accordo con l’istituto di credito.

La Regione, ricordiamolo, si era detta pronta a reperire risorse per far ripartire la storica azienda di Catania e aveva posto sul piatto la cessione del 50% dello stabilimento allo stesso istituto in qualità di maggior creditore dell’azienda in amministrazione straordinaria.

La soluzione, che apparentemente sembrava piacere a tutti, commissari straordinari e ministero per lo Sviluppo economico inclusi, non ha convinto l’istituto di credito, che giovedì ha bloccato la trattativa.

Alla prossima riunione del Cda dell’Irfis, previsto per il 16 dicembre, dovrebbe esserci, stavolta, il via libera definitivo all’operazione.

Da qui il via alla rinascita della Cesame come cooperativa di lavoratori attraverso la partecipazione di tutti gli ex dipendenti.

Per il segretario provinciale della Filctem Cgil, Giuseppe D’Aquila, quella di ieri “è una giornata storica per l’industria catanese, siamo soddisfatti. Senza quest’ultimo passaggio tecnico non saremmo stati in grado di portare a termine la missione del salvataggio Cesame. Diamo atto al presidente della Regione che il suo intervento, condotto personalmente, ha invertito lo stato delle cose. Tutti gli operai della Cesame, però, sono stati consapevoli sin dal primo momento che il loro piano industriale per la nuova azienda, costato sacrifici, pazienti cuciture diplomatiche e rinunce, era e rimane ineccepibile”.

La Regione si impegna a trovare la somma e il direttore dell’Irfis ha accettato l’operazione. – ha continuato D’Aquila – Siamo in possesso di tutti documenti che provano la buona volontà di entrambi gli enti. L’impegno dei lavoratori è stato considerato positivamente e adesso ci batteremo affinché la vera e propria transazione al Ministero venga chiusa entro il 31 dicembre di quest’anno”.

“La Cgil di Catania è soddisfatta per le novità ufficiali che sono state comunicate oggi dal presidente della Regione a proposito della svolta positiva sul caso Cesame. Ora aspettiamo con fiducia la scadenza del 16 dicembre, augurandoci che l’impegno del presidente Lombardo sarà concretizzato anche dall’Irfis in sede di consiglio di amministrazione. Ci spiacerebbe, però, che per una qualunque ragione, l’istituto di credito dovesse temporeggiare ancora: i lavoratori sono esasperati e stanno giocando le loro ultime risorse, in termini finanziari, lavorativi e umani. Recuperare il marchio Cesame, inoltre, significherebbe moltissimo per l’industria catanese e per lo sviluppo stesso del territorio. E questo non va dimenticato”.

“Se saranno mantenute le promesse, a gennaio 2011 il marchio Cesame potrà ripartire grazie alla forza dei lavoratori, – ha aggiunto Renato Avola, segretario generale della Femca Cisl di Catania – A fine dicembre, dopo la deliberazione dell’Irfis prevista per il 16, potremo andare al ministero dello Sviluppo per avviare le ultime fasi per la ristrutturazione aziendale”.

“Condividiamo e apprezziamo l’intervento delle istituzioni e, in particolare, del presidente Lombardo che ha permesso di sbloccare la situazione”.

Per Alfio Giulio, segretario generale della Cisl Catania “non consentire che il progetto cooperativo dei lavoratori della Cesame possa andare in porto sarebbe una iattura per tutti”. “Auspichiamo che si mantengano gli impegni così come vanno mantenuti quelli presi con i protocolli del 2005 per gli ex lavoratori della Cesame. I quali, va ricordato, dopo l’ultimo pezzo di ammortizzatori in deroga rischiano di trovarsi in mezzo a una strada”.

La fabbrica di sanitari ha cessato la sua produzione già dal Natale scorso e da allora i 136 lavoratori non percepiscono lo stipendio. La cassa in Deroga è ormai agli sgoccioli e le loro risorse, sussidi compresi, sono interamente impegnate nel progetto.

Marco Notari