F1, Newey: “La sfida con Red Bull è stata la più soddisfacente”

Pensando a mente fredda, sgombra da emozioni e sentimenti, il mondiale 2010 rappresenta per Red Bull il punto finale di un processo iniziato cinque anni fa. E’ nel 2005 infatti che il magnate Dietrich Mateschitz decide di comprare la scuderia Jaguar, rinominandola con il nome della sua bibita di successo mondiale e costruendo attorno una logistica di alto livello. La ricerca di nuovi piloti, veloci e sopratutto vincenti, la scelta nell’affidare il tutto al giovane e sorprendete Christian Horner, serio e focalizzato sull’obbiettivo, capo indiscusso e fermo sulle proprie decisioni, e sopratutto l’arrivo di un certo Adrian Newey, l’ingegnere capace di segnare una pagina intera nella storia della F1 con le sue monoposto estreme e veloci, dannatamente veloci. Un piano ben architettato, che ha raggiunto il suo culmine proprio in questo anno.

Ecco forse il perchè di questo sapore speciale di vittoria che Newey ha nonostante nella sua bacheca vi siano tanti trofei e iridi mondiali. Il perchè lo spiega lui stesso in una intervista a Espn F1: “Sono stato un privilegiato a lavorare con la Williams e poi con la Mclaren, ma questi due grandi team avevano già alle spalle le infrastrutture e titoli vinti prima del mio arrivo così il mio lavoro era molto focalizzato sul design della vettura. Qui alla Red Bull invece sono stato bene o male fin dall’inizio nello sviluppo dei rapporti all’interno del team, creando le infrastrutture e incrementando la comunicazione interna alla squadra e dunque è stato una sfida differente ed una sfida che è stata in qualche modo più soddisfacente.” Un compito più globale, un lavoro che non era concentrato solo sullo sviluppo della monoposto. Newey ha costruito con le sue mani questo team, segnando un punto di svolta e facendolo diventare il più forte di tutto il circus.

Un vero trionfo quindi, il premio perfetto dopo tutti questi anni passati a inseguire quel sogno che pareva così impossibile. Ora sono loro i nuovi capi, e nomi importanti e storici come Ferrari, Mclaren e Mercedes hanno dovuto abbassare il capo e accodarsi, ammettendo la sconfitta e complimentandosi. Ora lo step successivo è quello di difendere ciò che è stato vinto, resistere agli assalti di avversari ancora più agguerriti. Riuscirà il genio di Newey a a stupire nuovamente il mondo intero?

Riccardo Cangini