Parentopoli, Alemanno: via chi assunto illegalmente

La vigilia di Natale per il sindaco di Roma si preannuncia tutt’altro che serena. Sotto l’albero, infatti, Gianni Alemanno potrebbe trovare i primi risultati dell’inchiesta avviata all’interno dell’Atac dopo lo scandalo delle presunte assunzioni a chiamata diretta che avrebbero dato lavoro ad amici e parenti di dirigenti e potentati. Lo scandalo “parentopoli” non riguarda solo l’Atac, ma anche l’Ama (la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti) e forse anche l’Acea, la società che fornisce alla popolazione capitolina acqua e luce. Un tris che potrebbe guastare il proverbiale buon umore del primo cittadino.

Il quale, ovviamente, si difende, promettendo controlli severissimi ed eventuali “pulizie”, ma senza dimenticare di puntare l’indice contro la sinistra, lestissima – a suo avviso – a strumentalizzare la vicenda. “Accettiamo la sfida del cambiamento – ha scandito Alemanno – Chi ha sbagliato dovrà pagare e se qualcuno è stato assunto illegalmente dovrà lasciare il posto di lavoro. Dobbiamo imporre concorsi in ogni contesto pubblico in cui si assume. Da gennaio per la prima volta avremo norme così ferree – ha annunciato il primo cittadino di Roma – che neppure l’ultimo degli assunti potrà avere l’ombra del dubbio sulle sue spalle”.

Un’operazione trasparenza senza precedenti. “Si è fatto un gran polverone su una situazione molto meno grave di quello che appare – ha aggiunto Alemanno – E non è certo la sinistra che si può mettere sul banco degli accusatori. Devono stare tranquilli, perché hanno ben altre situazioni rispetto alle nostre. Noi faremo di tutto per dare regole nuove, ma questa è una vicenda montata“.

Ma Marco Miccoli, segretario del Pd di Roma, non ci sta: “E’ desolante – ha commentato – come il sindaco Alemanno tenti di minimizzare questo scandalo nazionale delle assunzioni in Campidoglio. Qui non si tratta di qualche caso, ma di migliaia di assunzioni fatte negli ultimi due anni e mezzo con chiamata diretta dalle aziende i cui vertici sono stati nominati direttamente dal sindaco”

“Si tratta – ha continuato Miccoli – di un vero e proprio sistema e non di qualche mela marcia. In un quadro di questo tipo, che coinvolge l’intera struttura del Comune, il sindaco non può fischiettare, girarsi dall’altra parte, e far dimettere solo il suo capo scorta (i cui figli avrebbero beneficiato del generoso ‘meccanismo’, ndr). Alemanno non si illuda – ha concluso il democratico – tutta l’opposizione in Campidoglio e nella città, i cittadini onesti, spesso con i propri figli disoccupati, e la stampa libera, continueranno a tenere alta l’attenzione su questa vergogna senza fine”.

Maria Saporito