Quando Basquiat incontra i Beastie Boys

L’inaspettato incontro tra Basquiat e i Beastie Boys è avvenuto a fine novembre al cinema Odeon di Firenze, in occasione della terza edizione dello Schermo dell’arte. Anche noi di Newnotizie eravamo tra i quasi quattromila spettatori che durante i quattro giorni del festival hanno assistito a questa kermesse di documentari diretta da Silvia Lucchesi e dedicata alle arti contemporanee.

Sono stati ben quattordici i film presentati, di cui sette erano prime italiane. Tra queste ricordiamo: Waste Land di Lucy Walker, il racconto, accompagnato dalle musiche di Moby, dell’attività dell’artista brasiliano Vik Muniz a Jardin Gramacho, la più grande discarica del mondo a Rio de Janeiro; molto toccante anche The Woodmans, documentario premiato come Best New York Documentary al Tribeca Film Festival, che approfondisce la vita e l’opera della fotografa Francesca Woodman e della sua famiglia di artisti. Da segnalare anche i due video sulle grandi fotografie dell’artista tedesco Andreas Gursky e sul progetto di ricreare delle cascate a New York del danese Olafur Eliasson.

 L’evento che però ha attirato maggiormente la curiosità del grande pubblico è stato The radiant child, il documentario su Jean-Michel Basquiat girato da Tamra Davis. Non si tratta certo del primo tentativo di raccontar la vita di questo straordinario artista: il precedente più noto è  Basquiat di Julian Schnabel del 1996, film ben girato anche se a tratti un po’ agiografico.

Il documentario di Tamra Davis parte invece da un’intervista inedita che la regista realizzò nell’estate del 1986, due anni prima della morte di Basquiat. Attraverso filmati d’epoca e interviste  ai protagonisti della scena newyorchese di quegli anni, The radiant child ci racconta l’ascesa e la rovinosa caduta di un autentico genio, spentosi a soli ventisette anni per overdose di eroina. Basquiat fu fin da giovanissimo molto determinato ad emergere ed il suo talento e la sua caparbietà lo resero protagonista di tutte le principali rassegne internazionali di arte contemporanea. Una carriera decollata quindi molto in fretta che portò all’artista una notevole ricchezza, ma anche una profonda amicizia con Andy Warhol, il maestro della pop art americana. Ad un successo così fulminante seguirono però gli attacchi della critica e la paura di non esser all’altezza delle pressanti richieste dei collezionisti.

Oltre alla vicenda umana e artistica di Basquiat, The radiant child racconta l’effervescente New York degli anni ottanta e lo fa anche attraverso una colonna sonora d’eccezione, curata da due dei tre membri dei Beastie Boys, lo storico gruppo rap statunitense. In sala a Firenze era presente infatti Mike D, leader della band e marito della regista Tamra Davis. Rispondendo alle domande del pubblico, Mike ha sottolineato come l’aver collaborato alla colonna sonora abbia rappresentato per lui la realizzazione del sogno di ricreare l’atmosfera musicale che aveva condiviso con Basquiat a New York. Lo stesso Basquiat infatti  era un assiduo frequentatore di club e, oltre ad aver avuto una fugace relazione con la cantante Madonna, fondò il gruppo musicale Gray insieme all’attore e regista Vincent Gallo.

 Alla luce della qualità dei documentari presentati al festival fiorentino, invitiamo tutti i nostri lettori a non mancare il prossimo novembre alla quarta edizione dello Schermo dell’arte, che si è confermato come uno degli appuntamenti imperdibili per gli appassionati di arte e non solo.

Mario Pagano

Le fotografie della serata sono di Vanni Bassetti. Per accedere alla  photogallery vi basta cliccare appena sotto la foto in alto a sinistra.