“We want sex”: le operaie in protesta di Nigel Cole

Sufragette degli anni ’60, affamate di parità tra i sessi e non – come si potrebbe dedurre dal titolo ingannevole – di solo sesso, le operaie dello stabilimento Ford di Dagenham sono le protagoniste del nuovo film di Nigel Cole. Ne è passato di tempo da L’erba di Grace, apprezzatissima commedia di Cole del 2000, e si vede: lo stile leggero che lo aveva contraddistinto in questo nuovo lavoro è stemperato dalla tematica sociale, dallo scontro tra i sessi, dello sfruttamento femminile, dalla difficoltà nel coniugare la dimensione privata e quella lavorativa senza scendere a compromessi.

Dagenham, 1968. L’operaia Rita O’Grady (una versatile Sally Hawkins) si trova suo malgrado a capitanare lo sciopero delle donne che lavorano nello stabilimento Ford, sottopagate per lavorare ore ed ore in un fatiscente capannone, dove cuciono i rivestimenti per i sedili delle automobili. Stanche di non vedere riconosciuto – e, anzi, sminuito – il loro lavoro, sfidano la multinazionale americana dell’auto e soprattutto i pregiudizi degli uomini. Compresi i loro mariti. Ma se è vero che le lotte vanno portate avanti strenuamente, è vero anche che bisogna capitare al posto giusto e al momento giusto. L’aria dei ’60, quella che faceva sembrare ogni rivoluzione possibile, investe anche queste eroine della classe operaia, che grazie all’appoggio di un Ministro molto lungimirante (Barbara Castle: una donna, ovviamente), riescono a vedere riconosciuti gran parte dei loro diritti. Non senza, però, aver prima pagato qualche prezzo salato e aver lottato contro quei sindacati che, in teoria, avrebbero dovuto rappresentarle e supportarle.

Tratto da una storia vera, il racconto di Cole è commedia solo in parte. Alcuni, in vena di paragoni scomodi, ci hanno visto qualche spruzzata di Ken Loach, e non è detto che non ci sia qualche influenza. I momenti drammatici, in effetti, non sono pochi e non sono da poco. Ma a differenza del collega, Cole evita di appesantire, di calcare la mano, non toglie la speranza. Lascia che un respiro tenue traluca dalle immagini e non dimentica mai che, dopotutto, è una storia a lieto fine. Distribuito in Italia da Lucky Red, We want sex ha già ottenuto ben quattro candidature ai British Indipendent Film Awards 2010.

Roberto Del Bove