Barilla lontana dalla Borsa e senza fretta per grandi acquisizioni

“Certamente non abbiamo fretta di fare grandi acquisizioni” ha dichiarato Guido Barilla in un’intervista al Financial Times, nella quale smentisce anche le voci circa una potenziale fusione tra l’azienda di famiglia e Parmalat e non nasconde le ambizioni di un’espansione in Cina.

“La rinascita di Parmalat è stata abbastanza miracolosa. Ma no, non abbiamo mai parlato con loro e non ci interessa”, ha aggiunto Barilla.

Sull’unica grande acquisizione, la tedesca Kamps, l’erede della famiglia che ha fondato il gruppo ha aggiunto che “la Germania è una storia sfortunata. Ma il business adesso è stabile e lo teniamo. Dobbiamo essere forti in Europa, perché è un solo Paese“.

L’azienda non è interessata a quotarsi in Borsa e le parole di Guido Barilla non lasciano trapelare dubbi in merito a tale scelta.

Il problema con una quotazione è che perdi la tua libertà e non puoi più perseguire una strategia di lungo termine”, ha detto l’imprenditore al Financial Times.

“Guardate ad esempio alla nostra espansione negli Usa. Siamo partiti da zero e ci sono voluti dieci anni per diventare leader del mercato americano” – ha concluso – “Gli azionisti avrebbero aspettato così tanto per ottenere risultati?”.

Il Financial Times ricorda che il gruppo, pur avendo rilevanti soci svizzeri, resta saldamente sotto il controllo della famiglia Barilla.

Per l’autorevole giornale Usa questa mentalità di azienda a conduzione familiare si riflette sia nella quotidianità al quartier generale a Parma, dove Guido Barilla, a capo della società dal 1993, spiega di “alternarsi costantemente” con i fratelli “per esser sempre presenti”, ma anche nelle scelte patrimoniali degli eredi, i quali dichiarano di reinvestire “tutto nell’azienda e nessuno di noi detiene alcuna attività finanziaria al di fuori”.

Marco Notari