“Il tempo delle mele” trent’anni dopo, nell’era di Twilight

Il 17 dicembre 1980, con l’allora tredicenne esordiente Sophie Marceau nel ruolo di protagonista, usciva nelle sale cinematografiche il film cult di più generazioni “Il tempo delle mele”.

Posizionatosi al sesto posto nella classifica del box office, arrivò ad ottenere ben oltre 4 milioni di spettatori in Europa. Uno straordinario successo lo ottenne in Italia: soltanto nel nostro Paese, infatti, “Il tempo delle mele” fu visto da 7 milioni e 800mila spettatori, nonché la metà del pubblico di tutta l’Europa (15 milioni), insieme a un considerevole riscontro anche in Giappone.

Il segreto di questo successo immortale? Per il cineasta francese Claude Pinoteau, regista del film: “L’elemento principale del Tempo delle mele è il romanticismo. Ha conquistato tanti ragazzi in tutto il mondo perché quello resta un linguaggio universale. Per questo oggi non mi stupisce il successo di Twilight”. E aggiunge: “L’importante sono i sentimenti evocati. Quelli non cambiano, funzionano sempre quando vengono raccontati nella maniera giusta. Ad esempio non avendo paura di passare da situazioni di commedia ad altre più drammatiche, o il contrario, di suscitare emozioni apparentemente contrastanti. Il mio maestro in questo è stato Charlie Chaplin”.

Sicuramente, al successo del film contribuì la naturale spontaneità della piccola Sophie Marceau, del 1966, interprete di Victoire detta Vic, tredicenne alla prese con il primo amore per Mathieu (Alexandre Sterling); tra innumerevoli avventure passate insieme ai compagni di classe e alla migliore amica Penelope (Sheila O’Connor), e con i genitori in crisi (Brigitte Fossey e Claude Brasseur).

Eppure il film non fu apprezzato dalla critica. Anzi. Fu maltrattato da molte recensioni: “I critici mi hanno raramente perdonato il mio mettere le emozioni al centro delle storie. Ma io con il cinema celebro il mio amore per la vita. A volte mi sveglio e penso di aver vissuto un sogno“, ha dichiarato il regista. Se solo avessero saputo che sarebbe stato un film cult fino ai giorni nostri!

Martina Guastella