Iniziano le 48 ore più lunghe per la maggioranza

Iniziano oggi le 48 ore più lunghe di questo governo, i due giorni che potrebbero vedere la fine della maggioranza e aprire nuove prospettive.
La vigilia del voto è infatti caratterizzata dall’incertezza, Decideranno un drappello di indecisi (Scilipoti, Calearo, Catone) e le eventuali assenze. Incognita sulle colombe finiane, che hanno tentato una mediazione in extremis senza successo.
Sono tre, e tutte per la sfiducia, le deputate che potrebbero essere assenti al voto alla Camera, Bongiorno e Cosenza di Fli e Mogherini del Pd.

Berlusconi e Bossi non mascherano un certo ottimismo, il premier si è detto sereno e ottimista, come sempre.
Bossi invece preferisce rimanere con piedi a terra, con un solo voto in più non si governa ha detto.
Il discorso che Berlusconi ha tenuto questa mattina dalle 9 al Senato ha come punti salienti il no ad una crisi al buio. Bisogna essere uniti e fare gli interessi del Paese.
Il popolo decide se il governo deve lasciare, se questo principio viene violato si tradisce lo spirito della Costituzione. Chi ha perso le elezioni non può governare ed una vana la speranza di azzerare i risultati delle elezioni.
Non riesco a capire che spirito anima chi vuole aprire a tutti i costi una crisi al buio che porta ad una spirale negativa per l’Italia. Non servono personalismi.

Il premier ha difeso le riforme fatte, in particolare quella della scuola fatta dal Ministro Gelmini, e ha aperto il confronto per una riforma della giustizia.

L’opposizione va all’attacco, i finiani non applaudono al discorso del premier, il Pd attacca il governo sulla crisi rifiuti.
L’Udc e l’Api di Rutelli bocciano l’apertura di Berlusconi ai moderati.
Non mi sembrava una apertura ma un’autodifesa di un governo che riteniamo non abbia governato. Tante promesse ed oggi mi sembra l’ennesima giaculatoria che non porta da nessuna parte, è stato il primo commento dal partito di Casini.

Questi due giorni saranno di vitale importanza per il governo, per la maggioranza, per l’intero paese. Lo ha detto il premier. Oggi è un giorno lungo, sì. E’ il giorno in cui si dovrà confermare che il Parlamento rispetta la volontà degli italiani.

Matteo Oliviero