La Lega e le nuove possibili aperture

Il Senatur ha violato il silenzio. Dopo giorni di “no comment” in attesa del verdetto parlamentare sulla fiducia al governo, il leader della Lega, Umberto Bossi, ha ieri deciso di consegnare due stringatissime battute ai giornalisti che lo hanno incalzato sull’inevitabile argomento. “Certo che Berlusconi piglia la fiducia – ha detto il ministro – Se non ha sbagliato i conti“. Una frase che vale un’intervista. O quasi.

Umberto Bossi aspetta fiducioso l’esito delle votazioni che si svolgeranno domani, ma alcuni analisti fanno notare che qualcosa in lui potrebbe essere cambiato. All’aut-aut che fino a qualche giorno fa imperava a casa della Lega, infatti, potrebbe essersi aggiunta una terza opzione e la soluzione di ricorrere anticipatamente alle elezioni nel caso in cui il governo sopravvivesse, ma rimanesse comunque alla canna del gas, potrebbe non rappresentare più l’unica via percorribile.

L’inedita apertura benedetta dal Senatur capovolgerebbe gli scenari fin qui definiti, concedendo una chance al nemico giurato di sempre: quel Pier Ferdinando Casini che Umberto Bossi ha sempre considerato il male assoluto della politica nazionale. L’indiscrezione è arrivata dopo la telefonata che il ministro per le Riforme avrebbe avuto con lo stesso Silvio Berlusconi, nel corso della quale i due alleati di ferro avrebbero ipotizzato le varie soluzioni per uscire dall’eventuale impasse. Nel caso in cui il governo riuscisse a farcela ma solo per una manciata di voti – avrebbero ragionato i due – si potrebbe seriamente pensare di coinvolgere l’Udc di Casini nella nuova compagine di maggioranza. Quella che – come ufficializzato ieri da Gianfranco Fini – perderà i futuristi ma potrebbe guadagnare i centristi. Per un “traditore” che se ne va, un “figliol prodigo” che ritorna all’ovile. Forse.

Maria Saporito