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Tonezza Del Cimone: cani e gatti avvelenati, c’è chi non si arrende

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Vicenza 13 dicembre. L’episodio risale a circa un paio di settimane fa. Eros Zecchini:  un cane e due gatti tra gli animali che accudiva sono morti in pochi giorni, avvelenati. Eros è un volontario, o meglio,ancor prima un amante dei “pelosi”. Segue una colonia, dalla quale pare siano spariti altri due felini recentemente,  anche loro morti? Non è dato sapere, ma facciamo un passo indietro.

Prima un gatto poi un altro, poi Attilio ( detto anche Attila), un cane che Eros aveva in stallo, tutti deceduti nello stesso modo, tra sofferenze atroci. Pare inutile star qui a far la cronaca di un episodio che purtroppo in Italia si verifica davvero troppo spesso.  Le sostanze ingerite dagli animali e che degli stessi hanno provocato la morte sono ora sotto analisi nei laboratori specializzati del Servizio Sanitario Regionale. All’interno dei bocconi, tracce di pollo, invitanti per qualunque animale non sia erbivoro, figuriamoci per i gatti randagi. Fidarsi dell’uomo a volte è il più grave errore che si possa commettere. Per fortuna non tutti gli umani hanno un’indole di quel tipo.

Chi ha compiuto un gesto cosi ignobile, è probabilmente uno del posto, spiega Eros e il posto è piccolo. Già, per la precisione 598 abitanti, nella montagna dell’alto vicentino: davvero pochi. La speranza di scoprire chi è stato viene soprattutto da qui, attraverso qualche piccola indagine, per sentito dire. L’uomo, colpito nei suoi affetti più cari, è deciso a trovare e far punire il responsabile.  In questo senso il paese è stato invaso dall’affissione di un buon numero di volantini, che rimarranno affissi esattamente per un anno. A parlare nello struggente manifesto è Attilio, il cane purtroppo rimasto vittima della cattiveria umana, 72 ore di agonia, una lotta contro la morte degna di un vero guerriero,  ma comunque una morte assurda. Il titolo del volantino  è chiaro “Ciao maledetto assassino”. Ci sono altri modi per definirlo? Forse, o forse no.

Oltrepassando il singolo caso, appare utile cercare di capire più a fondo quali possano essere le conseguenze  dello spargere veleno indiscriminatamente su un terreno pubblico.  Le vittime di un avvelenamento  infatti possono non essere esclusivamente gli animali. Le mani che spargono sostanze tossiche e/o letali per strada rischiano di compiere danni considerati dalla società civile ben più gravi delle morti di un cane o di un gatto, ciò a prescindere dal fatto che sono questi ultimi ad essere troppo spesso erroneamente valutati ( fortunatamente non da tutti)  come “esseri viventi di serie b”. Sempre di morte (e di vita) si tratta infatti. Il principio che muove le coscienze dovrebbe essere lo stesso, purtroppo non sempre è così

Per comprendere appieno il pericolo, si può pensare al classico caso di una mamma (o un papà) che porta il bambino a giocare al parco, uno qualunque. Non sono rari i casi di segnalazione di bocconi avvelenati o “riempiti” appositamente di oggetti taglienti anche all’interno di terreni più  o meno sorvegliati, o comunque recintati.

E allora, ci si chiede, un bimbo, da innocente ed ignaro dei pericoli come solitamente è  e come è normalissimo che sia, potrebbe non metterci più di qualche frazione di secondo ad ingerire un boccone destinato dal suo crudele creatore a qualche animale randagio, come se, in aggiunta,  non avere una casa fosse una colpa. Chi semina bocconi avvelenati, potrebbe poi avere lui stesso un figlio, e se capitasse proprio al suo?

Come si sentirebbe quindi un genitore di fronte ad un episodio simile? Le segnalazioni di atti criminali di questo tipo sono decine al giorno, centinaia al mese, migliaia ogni anno. La probabilità che un bimbo metta anche solo le mani a terra e rimanga vittima di un avvelenamento o subisca profonde ferite non sembra  poi così remota.  E’ davvero il caso che la società “ignori” ancora gli avvelenamenti di animali? A rigor di logica, si configura, oltre alla necessità per un paese civile di considerare ogni vita valida in senso assoluto e quindi ogni attacco a qualunque sua forma come passibile di dura repressione da parte della legge, anche un’attenzione di molto maggiore rispetto a quella attuale in riferimento ai casi di avvelenamento di animali, allo scopo di proteggere oltre che la loro salute, anche la nostra.

A.S.

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