“Tamara Drewe”, il nuovo sogno erotico dei gentlemen inglesi

Stephen Frears si rifà vivo dalle parti del cinema, e lo fa con eleganza e humour (tutto british, of course). Dopo il ritratto a luci ed ombre di Sua Maestà la Regina Elisabetta nell’apprezzato The Queen, il cineasta inglese torna dal prossimo 5 gennaio nelle sale italiane con la commedia Tamara Drew – Tradimenti all’inglese. Una briosa dark comedy tratta dall’omonimo fortunato romanzo a fumetti di Posy Simmonds, a sua volta tratto dal romanzo di Thomas Hardy Via dalla pazza folla.

Il film racconta la storia di una giovane giornalista (Tamara Drewe, appunto) combattuta fra due amori. Quando deve vendere la casa di famiglia dopo la morte di sua madre, Tamara torna nel paesino del Dorset in cui è cresciuta, creando scompiglio nella piccola comunità. L’adolescente sgraziata e nasona di un tempo è diventata una conturbante femme fatale, che ovunque vada lascia dietro di sé una scia di invidie, passioni e pettegolezzi.  Tamara è la quintessenza della ragazza moderna, ma la sua è una storia d’amore senza età.

Frears, a quanto pare, è rimasto istantaneamente colpito dal fumetto: “Dio mio, era veramente unico – ha dichiarato il regista, attualmente a Roma per la promozione del film -. Christine Langan [direttrice creativa di BBC Films] me l’ha spedito dopo avermi detto per telefono: ‘Ho una cosa per te’. Ero in volo per New York, e ho aperto la busta sull’aereo. Non riuscivo a credere ai miei occhi. Era successa la stessa cosa con The Snapper. Resti a bocca aperta davanti a certe cose. Molto, molto bello!”.

Il film, che verrà distribuito in Italia dalla Bim, ha già divertito la platea e raccolto consensi unanimi all’ultimo Festival di Cannes (dove si è distino, verrebbe da dire, anche per essere uno dei pochi lavori a non trattare temi grevi e deprimenti). Protagonista indiscussa della pellicola è Gemma Arterton, emergente e sensuale interprete che – c’è da scometterci – con la sua innocente malizia farà girare la testa ai composti gentlemen inglesi. E non solo.

Roberto Del Bove