Cassa integrazione, primato negativo per l’Umbria

Un nuovo primato negativo per l’Umbria: a novembre 2010 l’incremento delle ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) autorizzate rispetto allo stesso mese del 2009 è stato pari al 103,73%, il dato in assoluto più alto tra tutte le regioni italiane. E’ quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio nazionale della Cgil.

In questo modo l’Umbria scavalca anche l’Emilia Romagna e si aggiudica il primato, assolutamente negativo, dell’incremento del ricorso dalla cassa integrazione, un primato dettato soprattutto, come sottolinea Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria, “dalla debolezza strutturale del sistema delle imprese, che sconta le piccole e piccolissime dimensioni che lo caratterizzano”.

“Si tratta di un altro dato che conferma il nostro giudizio preoccupato per il prossimo anno, che sarà senza dubbio il più duro dall’inizio della crisi – continua Bravi, ieri impegnato nel direttivo regionale della Cgil umbra – per questo sono necessarie azioni di contrasto immediate ed incisive a partire dalla predisposizione, che insistiamo a chiedere con forza, di un Piano regionale per il Lavoro, incentrato soprattutto sulla difesa delle fasce più deboli: giovani, donne e immigrati”.

Dai dati dell’osservatorio Cgil per il mese di novembre emerge anche che l’incremento della cassa integrazione in Umbria è stato di 9.502 ore, numeri in linea o addirittura superiore a quelli di regioni molto più grandi come il Lazio (10.531), la Campania (10.314), la Sicilia (6.434), la Sardegna (3.378) e la Liguria (2.643).

Per quanto riguarda, invece, i lavoratori coinvolti mediamente dalla cassa integrazione nel periodo gennaio-novembre, questi sono stati 1.139mila in Italia e 19.044 in Umbria, di cui 9.522 a zero ore.

Mauro Sedda