F1, pagelle: Hamilton infiamma il circus iridato

Hamilton è Mclaren, Mclaren è Hamilton. Difficile un giorno vederlo sedere su di una monoposto che non sarà quella della celeberrima scuderia inglese. Sin da quando era bambino il giovane Lewis sognava quel nome, quel volante, quel ruolo. E a suon di vittorie e imprese nelle categorie inferiori è riuscito nel suo intento. Una perfetta dimostrazione che si sogni non sono impossibile quando ci si crede fermamente. Eppure, nonostante il suo indiscutibile talento, neanche quest’anno è riuscito a conquistare il mondiale. Le premesse vi erano, ma alla fine si è dovuto rinviare tutto all’anno prossimo. Cerchiamo di capire il perchè.

Ricerca nella messa a punto

Il fattore che forse accomuna più di tutti Lewis Hamilton ed il suo nuovo compagno di box Jenson Button. Entrambi hanno una notevole percezione e sensibilità, capiscono quasi subito se il set-up si sposa con il loro stile di guida e dove invece bisogna migliorare, il problema è che non riescono a indirizzare verso la soluzione. Un fatto importante che ha mandato in confusione il team Mclaren. Uno sviluppo incessante della vettura, che alla fine si è rilevato inutile e quasi penalizzante. Ricerca continua della monoposto perfetta che ha segnato ancora di più il gap prima tra Red Bull e poi anche da Ferrari. Se il team inglese azzecca le scelte allora diviene incredibilmente forte e veloce, se no fatica a tornare ai massimi livelli. Il voto della squadra è un 7. Maestri nell’innovare e proporre, ma troppo confusi e mai perfettamente in grado di rispondere adeguatamente a nuove sfide e problemi.

Comportamento in qualifica

Ed è qui che il pilota ha iniziato a fare la differenza. Partendo dalle stesse identiche difficoltà del compagno di squadra, Hamilton è riuscito a trarre il miglior risultato possibile, sbalordendo i più molte volte. Esemplare il quarto tempo ottenuto a Silverstone. Con una vettura lenta ed instabile, Lewis è riuscito a classificarsi subito dietro i migliori, tutto grazie alle sua capacità di guidare al limite senza però incappare in clamorosi errori. Veloce nei momenti decisivi, perfetto quando trova anche il set-up giusto. Oltre ad Alonso è l’unico ad essere riuscito a battere le Red Bull nel giro singolo, con la pole position in Canada. Vero anima da velocità, uno dei più bravi quando bisogna spremer il gas dell’acceleratore.

Comportamento in gara

Una grinta mai doma, la voglia di vincere e sconfiggere gli avversari. Hamilton è stato il più combattivo dell’intera stagione. Autore di duelli e sorpassi mozzafiato, coraggioso e sempre pronto ad approfittare di ogni occasione. Non evita mai il confronto con gli altri piloti, bensì li stuzzica ed molte volte dà colore ad interi Gp. Bellissima le vittorie di Turchia e Canada, ove si è guadagnato il primo posto lottando con i denti sino all’ultima curva. Bella anche quella in Belgio, capace di spingere sempre al massimo nonostante le condizioni difficili (ed i rischi corsi). Gli appassionati adorano il suo modo di pensare le corse, perchè è tale e quale a quello dei tempi passati. Gareggiare in qualsiasi condizione atmosferica, perchè la F1 è fatta anche di rischio e pericolo, stupire ed emozionare, vincere e soffrire. Un prezioso tassello del circus iridato che stupirà ancora per molti e molti anni.

Pressione psicologica

Nel 2007 e anche nel 2008 Hamilton si era mostrato particolarmente debole quando si parlava di gestione della pressione. Appena le gare divenivano fondamentali per il mondiale, eccolo protagonista di grossolani errori e inspiegabili distrazioni. La sua giovane età ed il fatto di essere divenuto immediatamente un protagonista non ha certo aiutato la sua maturazione, e purtroppo quest’anno pare che non sia ancora arrivata. Certamente è cresciuto molto ed ora sa meglio gestire la sua aggressività ed emozioni, ma il lavoro non è del tutto completo. Il brutto errore di Monza è la prova schiacciante. Si stava giocando il titolo alla pari di Alonso, Vettel e Webber, e ha commesso subito un fatale errore pochi istanti dopo la partenza. Un ritiro che ha pesato tanto nella classifica finale e che denota un bisogno di maggior autocontrollo. Comunque sono solo questioni di fino. Il lavoro grosso è già avvenuto, ancora piccoli accorgimenti e Hamilton diverrà un pilota davvero perfetto.

VOTO

Sin dal suo debutto non vi è mai stata una stagione al di sotto della sufficienza. Quattro stagione importanti ed emozionanti, tutte per motivi diversi. Anche questo 2010 è stato prezioso per Lewis, perchè ha imparato ad interpretare il ruolo di Top Driver, affinando quel talento che lo ha già reso uno dei nomi più illustri nel mondo motoristico. Se tra le mani avrà una monoposto pienamente competitiva diverrà davvero un osso duo per tutti i suoi avversari in pista, nessun escluso. Davanti a lui ce una strada fatta di trionfi ed emozioni. Deve ancora dare tanto questo ragazzino inglese al mondo della F1, si tratta solo di mere questioni di tempo. Un 8 per questa stagione può andare bene. Protagonista nelle sorti del mondiale. Vincitore e sconfitto, maturo ed acerbo. Non vi è ancora un equilibrio costante, ma è stato anche grazie a lui che quest’anno i cuori di tutti gli appassionati hanno battuto più forte rispetto agli anni passati.

Riccardo Cangini