La soddisfazione del Cavaliere: il ribaltone è fallito

“Confermando la fiducia al governo le Camere hanno creato le condizioni perché si possa continuare a governare. Dopo il voto di ieri, l’ipotesi terzo polo non ha grandi prospettive“. Il giorno dopo la “vittoria” in Parlamento, Silvio Berlusconi ostenta sicurezza e soddisfazione. E certifica il fallimento dei “maneggioni” che hanno tentato di disarcionarlo.

Il premier è convinto di aver superato l’ostacolo più insidioso e che, dopo la votazione di ieri, il consenso intorno alla sua squadra di governo sia destinato a crescere. “I voti già ieri sera – ha raccontato a Maurizio Belpietro durante la puntata odierna di “Mattino Cinque” – erano di più. Molti avevano offerto la loro collaborazione. Molti si sono resi conto che l’opposizione è pregiudiziale, tutti quelli che non vogliono giocare allo sfascio – ha rincarato – ne sono consapevoli”.

“Tra questi – ha continuato il Cavaliere, riferendosi esplicitamente ai “futuristi” – alcuni sono già venuti da noi in diverse unità”. Una anticipazione che, se troverà riscontro nella realtà, confermerà la vittoria di Berlusconi sul “secessionista” Fini, destinato – secondo il premier – a perdere altri importanti pezzi del suo movimento.

Quali progetti per il futuro, dopo la promessa di aprire ai moderati più responsabili? “Io penso – ha spiegato Berlusconi – a singoli deputati che militano nei partiti di cui non condividono più la linea. Abbiamo diversi posti liberi nel governo, di cui possiamo rinforzare la squadra. Ma non offriamo posti per convincere qualcuno – ha subito chiarito il presidente del Consiglio – Se vi sarà la disponibilità di altri gruppi parlamentari a partecipare al nostro progetto offriremo loro la possibilità di lavorare con noi anche in ruoli di governo. Ma voglio dire – ha precisato – che sono orgoglioso dell’attuale squadra, che è anzi la migliore che l’Italia abbia messo in campo nell’era repubblicana”.

Delle parole di Gianfranco Fini, che ha ieri parlato di una vittoria esclusivamente numerica e non politica: “E’ un’affermazione consolatoria – ha tagliato corto Berlusconi – Ognuno si consola come può, ma nessuna persona di buon senso può negare l’evidenza. Ieri doveva essere il punto di arrivo di una operazione concordata dalla sinistra che durava da due anni, ma il ribaltone di Fini e della sinistra è stato sconfitto“.

Piuttosto diplomatico, infine, sulla richiesta di dimissioni avanzata da molti deputati al presidente della Camera: “È una scelta sua, che riguarda la sua dignità – ha precisato il premier – Non ho mai detto nulla al riguardo e vorrei mantenere questa posizione”. Preferendo, invece, esprimersi sulle accuse mosse da Fini ai tempi della sua presunta “cacciata” dal Pdl: “E’ una menzogna dire che qualcuno sia stato espulso dal nostro partito – ha aggiustato il Cavaliere – Noi abbiamo solo detto che il partito non si sentiva più rappresentato dalle sue posizioni, Fini avrebbe potuto ravvedersi e – ha concluso Berlusconi – restare tranquillamente nel nostro partito”.

Maria Saporito