Scontri a Roma: domani udienza del processo per direttissima

Il Comune di Roma si costituirà parte civile contro coloro che hanno provocato questi incidenti e questi danneggiamenti. Non è accettabile che siano la città ed i cittadini, totalmente estranei ed innocenti, a pagare le conseguenze di queste proteste.” Queste le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno, sugli scontri di ieri nella capitale. Il bilancio dei danni ammonterebbe a 20 milioni di euro, in attesa di ulteriori accertamenti.

Sempre secondo il primo cittadino l’inferno di ieri è stato causato da “professionisti della guerriglia”: tecniche e modi di agire che ricorderebbero i fatti di Genova “o altri gravi incidenti che sono avvenuti nel contesto europeo nei tempi recenti”. Dello stesso avviso è il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, secondo il quale le violenze di ieri avevano dietro un’esperta regia: “Non si può venire a Roma con armi improprie, stracci intrisi di benzina, caschi e scudi: questo lascia pensare che qualcosa di preordinato ci fosse”.

In queste ore proseguono le indagini per capire quali sono le aree di provenienza dei “gruppi di violenza” di ieri, e lo stesso Alemanno, a margine della X Conferenza nazionale di Statistica, insinua anche il sospetto di “presenza internazionali, di carattere europeo”. Intanto già domani ci sarà l’udienza del processo per direttissima ai 26 indagati fermati durante i disordini scoppiati dopo la conclusione del voto di fiducia alla Camera. Per il momento i reati contestati sono lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Come riferisce un lancio Ansa, i fermati sono di età compresa tra i 18 e i 37 anni: molti di Roma, altri provenienti da Toscana, Liguria, Sardegna ed Emilia Romagna.

Al pari della magistratura nemmeno la risposta del governo si è fatta attendere: il ministro dell’Interno Maroni ha chiesto una corsia preferenziale per approvare subito il “decreto sicurezza”. Pressioni all’esecutivo arrivano dall’opposizione, con la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro che chiede chiarezza: “Ieri a Roma c’erano evidentemente degli infiltrati che hanno messo a rischio i manifestanti e le forze dell’ordine. Chi li ha mandati? Chi li paga? Cosa devono causare? Chiediamo che il ministro dell’Interno Maroni venga in aula la prossima settimana”.

Insomma, dopo che ieri il ministro leghista aveva espresso “apprezzamento per l’oculata gestione dimostrata in tutte le fasi della manifestazione”, oggi ci si accorge che quasi nulla è andato per il verso giusto.

Cristiano Marti