Calearo: io, il vero tradito

In un’intervista a “Il Corriere della Sera“, Massimo Calearo consegna la sua verità sulla giornata parlamentare più calda degli ultimi mesi. Ex Pd (“sedotto” da Walter Veltroni), poi approdato all’Api di Rutelli e infine al “Movimento di responsabilità nazionale” (insieme a Scilipoti e Cesario) , il malfermo deputato spiega i motivi che lo hanno indotto a votare a favore del governo, rigettando le accuse di “traditore” che gli sono piovute addosso da ogni parte.

“Ho votato contro la sfiducia al governo Berlusconi per una mia scelta personale e autonoma – ha detto – Il presidente del Consiglio e l’attuale maggioranza non mi hanno offerto nulla, altro che posti da sottosegretario o da ministro. Ho votato per il Cavaliere perché sono un imprenditore, seppure prestato alla politica. E per le aziende, in questo momento – ha spiegato – è fondamentale la stabilità istituzionale. Berlusconi in questo momento è il male minore, non ha alternative valide. Chi voleva buttarlo giù è gente che sta in politica da trent’anni senza combinare nulla o poco più. E che, se si presentasse al voto – ha aggiunto Calearo – non verrebbe eletta. Se si aprissero oggi le urne, Pdl e Lega vincerebbero ancora più largamente di prima”.

L’onorevole tenta piuttosto di ribaltare i termini della discussione: “Sono io quello tradito – ha scandito – Fu l’allora leader del Pd Walter Veltroni a propormi la candidatura, a me che mai sono stato di sinistra. E la mia adesione era basata su un programma di governo di un partito riformista che guardava a Obama e Blair. Invece poi? Veltroni è caduto – ha ricordato Calearo – Il Pd s’è ritrovato con dirigenti che fanno scelte moderate e un elettorato che invece vuole come capo uno di sinistra come Vendola“.

E a chi gli rimprovera di aver ceduto alla “sirene” berlusconiane per ottenere ampi riconoscimenti: “Non c’è stata alcuna contropartita – ha assicurato l’imprenditore – io non sto nella maggioranza. Anzi è stata l’attuale opposizione, con esclusione di Di Pietro, ad offrirmi di tutto fino a un secondo prima del voto: cariche, ricandidature sicure alle prossime elezioni e altro ancora”.

Non solo: Calearo ha inoltre raccontato che a sostenere il suo voto a favore del governo sarebbero stati anche alcuni esponenti del Pd: “Poco meno di una decina – ha precisato – Non esponenti di primo piano, ma peones. Che mi hanno pure detto: ‘Fallo tu che puoi, magari a gennaio veniamo con te’. Se sulla sfiducia fosse possibile votare a scrutinio segreto – ha concluso l’ex rutelliano – Berlusconi avrebbe preso 30-40 consensi in più“.

Maria Saporito