Censurato da Rai e Mediaset il lesbo-spot della Twingo Miss Sixty

Rai e Mediaset hanno, per il momento, bloccato lo spot dalle atmosfere vagamente lesbo della nuova Renault Twingo Miss Sixty. La notizia non mancherà di generare dibattiti circa l’opportunità di censurare una pubblicità, peraltro attualmente diffusa sui canali Sky, che in effetti non ha alcunché di scandaloso o volgare.

Il gioco di sguardi ed ammiccamenti tra due ragazze richiama un tipo di rapporto saffico ma resta sempre sul piano del gioco. Non si comprende, dunque, perché sia scattata la censura. Di questo avviso appare gran parte del mondo pubblicitario nazionale. Il creativo Aldo Blasi ha dichiarato: ”Sembra quasi che la visibilita’ sia l’unico contenuto possibile nella comunicazione pubblicitaria di oggi. Usare il gaysmo come strumento di notorieta’ e’ una storia antica che non dovrebbe piu’ far notizia. Se gli Stati Uniti hanno premiato con l’Oscar la storia di due gay, l’Italia si dimostra retrograda e provinciale nel censurare questo spot”. Sulla stessa lunghezza d’onda le parole del mood maker Saro Trovato: “e’ un’idea volutamente provocatoria, giocata sull’amicizia tra donne che, in genere, per alcuni versi ammicca sempre ad atteggiamenti lesbo. Un modo come un altro per colpire la fascia di pubblico femminile alla quale e’ rivolto il prodotto. Si e’ voluto giocare facile puntando sul sesso, ma non e’ giusto censurarlo”.

Interessante, da un punto di vista del marketing e della comunicazione, la notazione dello stesso Aldo Blasi circa il fatto che l’auto, studiata per un pubblico femminile, sia pubblicizzata attraverso schemi che dovrebbero attrarre maggiormente un pubblico maschile, facendo dunque nascere delle domande circa la reale efficacia dello spot.

Rimane lo stupore per la reazione dei due maggiori gruppi televisivi, che certo non lesinano in alcuni programmi di punta spacchi vertiginosi e balli molto provocanti, di rifuggire un argomento che ormai è di primo piano nella dinamica sociale occidentale.

Valeria Panzeri