F1, il talento di Vettel fa discutere

Il campione del mondo in carica, volente o nolente, è sempre al centro dell’attenzione. Il mondo delle corse lo vede come il punto di riferimento, mentre gli altri piloti è l’avversario più forte e difficile da battere. Nel caso poi di Sebastian la questione è ancora più particolare, visto che la sua giovane età stride con i successi ottenuti nel 2010. Ventitré anni appena compiuti e il dubbio sulla sua effettiva maturazione agonistica. Difendere un titolo chiede infatti una piena capacità mentale e auto-controllo, che forse Vettel non ha ancora raggiunto.

Un discorso che divide il circus stesso. Chi pensa che il trionfo della stagione 2010 abbia portato la giusta esperienza e che quindi Vettel sia perfettamente in grado di resistere a tale pressione, chi invece teme molto per la sua stabilità mentale e dubita che riuscirà a rimanere pacato e sereno anche per il 2011. Tra questi vi è il campione del mondo 1997 Jacques Villeneuve, che con molta sincerità ammette: E’ molto veloce, ma mi è sembrato che avesse problemi a controllare le sue emozioni. Quest’anno, Vettel ha stupidamente danneggiato Webber, ma il team ha detto che invece era colpa di Webber. Vediamo cosa succederà. Se andrà nella direzione che ha preso Hamilton vincerà altri campionati. Altrimenti non imparerà mai dai suoi errori” Un pensiero quindi critico, che lo vede ancora troppo acerbo ed a rischio per la sfida che sarà costretto ad affrontare il prossimo anno. Di tutt’altro avviso invece il quattro volte campione del mondo Alain Prost. Analizzando il comportamento del pilota tedesco ha intravisto una maturazione completa: “E’ molto giovane, ma già molto maturo. In Vettel io vedo freschezza e passione.  Quando un pilota ha una tale verve e un tale carattere è difficile contenersi. Dopo agosto ho visto un cambiamento radicale. Alla fine, senza la rottura in Corea, avrebbe vinto le ultime quattro gare. E’ un grande campione, non c’è dubbio.” Talento assoluto, sia alla guida che anche nella gestione emotiva. Un futuro in discesa e la convinzione che rimarrà per molti anni al vertice della Formula uno.

Non facendo caso per a tutto questo, lo stesso Vettel conferma il pensiero di Prost, dicendo di essere cresciuto a pronto a difendere con i denti quel numero uno sul suo cruscotto: “Alla fine ho imparato tanto quest’anno, e quello che conta è quando ritorni alla bea e guardandoti allo specchio sai esattamente cosa è successo. Devi capirlo da solo. Questo è più importante di quel che la gente pensa, scrive o dice. Alla fine, è impossibile piacere a tutti.” Fondamentale è l’essere sereni con sé stessi, non ascoltando le voci che girano attorno e non portano nessun benefico. Vedremo chi avrà ragione, certamente la sfida sarà dura ed impegnativa in tutti i casi.

Riccardo Cangini