Gli occhi enigmatici della Gioconda, simboli nelle pupille

Forse in tanti anni gli studiosi hanno rifuggito un pensiero così semplice, così banale, come l’utilizzo di una lente d’ingrandimento. O forse hanno dato per scontato che qualcuno prima di loro lo avesse già fatto. Queste le ipotesi che tentano di spiegare come mai i segni trovati sul dipinto leonardesco della Gioconda siano stati scoperti solo ora. E l’interrogativo rimane aperto sia che essi si confermino per quello che Silvano Vinceti sostiene,  lettere nelle pupille della Monna Lisa e numeri sotto l’arcata del ponte sopra la spalla sinistra della donna; sia che essi invece siano valutati come segni casuali, giochi di colore che si compongono in tratti involontari.

Il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali, presieduto da Silvano Vinceti, si è reso famoso per il recupero dei resti di Caravaggio, riportati in estate a Porto Ercolano. Nel corso di una nuova ricerca per la datazione della Gioconda di Leonardo e per tentare di risolvere il mistero su chi sia la modella del dipinto, il team ha raccolto alcuni dati inediti che forniscono materiale per nuove ipotesi.  Dall’analisi del famoso dipinto, Vinceti è giunto alla conclusione che sul retro del quadro, in basso a sinistra,sia riportato il numero 149: l’ipotesi sostenuta dai ricercatori è che esso corrisponderebbe alla data di composizione, che dovrebbe dunque essere fatta risalire alla decade tra il 1490 e il 1499.

Non è difficile comprendere come tutta l’attenzione si sia però concentrata sulla scoperta negli occhi della gioconda di alcuni segni interpretati come simboli dello stesso Leonardo. Piccoli tratti che ad occhio nudo non sarebbero facilmente identificabili, sbiaditi dal tempo, sembrano essere apparsi nell’ingrandimento dell’immagine: una “L” e una “V” nell’occhio destro, già interpretate come le iniziali del pittore;  una “B” o una “C” e una “E” nella più confusa ricostruzione dell’occhio sinistro. Se venisse confermato il riferimento al nome di Leonardo da Vinci, nell’occhio sinistro potrebbero celarsi le iniziali della misteriosa e enigmatica dama. Sotto l’arcata del ponte sullo sfondo potrebbero da ultimo esser presenti due numeri, un sette e un due. ”Abbiamo fatto esami dettagliati e chiesto la consulenza di pittori esperti”, racconta Vinceti conscio della prima obiezione che sorge alle labbra, ”tutti hanno confermato che questi segni non possono essere stati fatti per caso o per errore, sono stati inseriti volutamente dal pittore”.

La scoperta, che infittisce il mistero leonardesco, sembra avere origine nella passione sconfinata per Leonardo da Vinci del pugliese Luigi Borgia, socio del Comitato. A partire da uno studio francese del 1960, in cui si è probabilmente imbattuto in un mercatino dell’usato, Borgia ha convinto il Comitato a soffermarsi sullo studio degli occhi. Da qui, la scoperta.

Giulia Antonini