Golfo del Messico: Washington fa causa alla Bp

Il disastro ambientale del Golfo del Messico finisce in Tribunale. Nel pomeriggio il Presidente Usa Barack Obama incontrerà i vertici della British Petroleum (Bp) per ordinare alla multinazionale inglese “di accantonare ogni risorsa necessaria per compensare i lavoratori e le imprese danneggiate dalla marea nera.” Oltre alla Bp Washington ha fatto causa ad altre quattro società: Transocean Ltd, Anadarko Petroleum Corp, Moex e Lloyds of London.

“L’inferno nero”, scoppiato il 20 Aprile scorso e terminato dopo 106 giorni, ha portato l’Amministrazione americana a stimare danni per una cifra che supera i 75 milioni di dollari, tetto massimo previsto dall’Oil Pollution Act. Il Dipartimento di Giustizia, infatti, ha chiesto di citare le compagnie per danni illimitati. L’accusa è quella di non essere riuscite ad evitare l’esplosione del 20 Aprile sulla piattaforma della petroliera della società svizzera Transocean.

Già un mese fa la Bp aveva dato il via ad operazioni finalizzate al probabile pagamento dei danni: il 28 Novembre la multinazionale aveva incassato 7,06 miliardi di dollari dalla vendita del 60% di Pan American Energy (società che si occupa di esplorazione e trasformazione di gas e petrolio) alla Bridas Corporation. L’operazione era seguita ad altre vendite di attività in Asia, Sud America e Medio Oriente, sempre per far fronte agli imminenti indennizzi che il Governo americano avrebbe chiesto per il disastro che provocò la morte di 11 persone sulla piattaforma Deepwater Horizon. L’incidente, avvenuto a 1.600 Km di profondità, provocò lo sversamento di 800 milioni di litri di petrolio, con barili che ancora oggi galleggiano nelle acque della Louisiana, Mississipi, Alabama e Florida.

Già due mesi dopo la tragedia le prime stime dei danni ammontavano a 31 miliardi di dollari; il Washington Post calcolava una spesa di 30 milioni al giorno solo per la pulitura completa e la copertura di Macondo, il pozzo incriminato. Si attendono ora gli sviluppi giudiziari, durante i quali si proveranno a quantificare gli inestimabili danni ambientali causati dalla marea nera più drammatica della storia.

Cristiano Marti