Governo, pressing continuo su Fli: “Moffa e Viespoli possono aiutarci”

Allargare il consenso parlamentare di una maggioranza risicata, ritrovare in qualche ex alleato una nuova e valida sponda  per evitare il ricorso alle elezioni anticipate. Sono queste le preoccupazioni con cui il Governo è alle prese in queste ore e, inutile a dirsi, sono proprio i finiani ad essere oggetto del corteggiamento da parte della maggioranza. La defezione dell’ultima ora di tre esponenti di Futuro e Libertà al voto di sfiducia al governo di martedì scorso ha creato infatti un grosso precedente.

”Moffa, assieme al capogruppo del Fli al Senato Pasquale Viespoli che ha avuto un atteggiamento non conflittuale, può giocare un ruolo di riferimento per modificare l’atteggiamento di chi potrebbe scivolare verso le opposizioni. Nel senso che possono dare una mano per fare proseguire l’esperienza dell’attuale governo di centrodestra’‘. A riferirlo è il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ non esita a sottolineare il ”forte disagio” che serpeggia tra i finiani e si dice convinto che le crepe emerse il 14 dicembre in seno ai futuristi sono destinate a ripetersi.

Il Ministro auspica pertanto un allargamento della maggioranza ”senza ambiguità e nella chiarezza” e soprattutto sempre con un occhio di riguardo, pronti a ”cogliere i segnali di disagio dei finiani”.

Quanto al leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, La Russa non si mostra troppo benevolo. Casini ”vuole tenere aperte tutte le opzioni: quella che non confesserà mai, e cioè di essere in teoria un candidato alla guida del centrosinistra; diventare il leader del centro; oppure essere un alleato importante dell’attuale governo. Se dicesse di essere disposto a rafforzare il centrodestra – spiega il Ministro – dovrebbe però lasciar cadere la richiesta di dimissioni del premier”.

Qualora non sia possibile allargare la base parlamentare ”non restano che le elezioni – sottolinea La Russa – sbocco preferito per noi ma non per l’Italia a causa della crisi internazionale”. Ma non importa: ”avremmo la maggioranza – garantisce l’ex braccio destro di Fini, ora intimo del premier – anche se meno ampia di oggi”.

Infine, l’ennesima frecciata velenosa al leader di Fli. Fini resterà ”abbarbicato allo scranno di Montecitorio”, dice con certezza La Russa.

Raffaele Emiliano