I poeti maledetti all’asta a Parigi

La mercificazione dei prodotti culturali è diventata una prassi ormai diffusa nell’attuale mercato dell’arte, dominato da una concezione dell’estetica come valore di scambio. Lo dimostrano le sempre più frequenti aste record che, in tutto il mondo, aggiudicano capolavori e rarità a prezzi esorbitanti. Come quella organizzata ieri sera a Parigi, da Sotheby’s, dove una collezione di quasi duecento pezzi, tra fotografie, manoscritti e stampe di Rimbaud, Verlaine e Mallarmé, ha totalizzato ben 1,5 milioni di euro.

Tra i 180 lotti proposti, provenienti dalla biblioteca dei collezionisti Eric e Marie-Helene B., autografi di autori contemporanei come Oscar Wilde, Tristan Corbiere, Alfred Jarry e Villiers de L’Isle-Adam.
I prezzi più alti sono stati raggiunti dalla stesura autografa del poema giovanile di Mallarmé Ce que disaient le trois cigognes, dalla celebre lettera di Verlaine al suo amico Ernest Delahaye, scritta nel febbraio del 1875, dopo il suo ultimo incontro con Rimbaud che gli aveva affidato il manoscritto Illuminations e da una copia dell’edizione originale di Romances sans paroles di Verlaine.

Battuti all’asta anche un esemplare della raccolta Parallelement di Verlaine, illustrata con litografie di Pierre Bonnard e la lettera di Oscar Wilde al suo amante Alfred Douglas, usata dal padre dello scrittore al processo contro il figlio accusato di oscenità e omosessualità. Presenti, infine, libri illustrati da Gustav Klimt, Edouard Manet, Maurice Denis e Paul Signac, una copia dei poemi Le Fleuve di Charles Cros e una rara fotografia di Richard Wagner scattata a Parigi prima di una rappresentazione del Tannhauser.

Valentina De Simone