Il monito di ‘Avvenire’: “Il terzo polo è un pasticcio”

Dopo la stagione dei due pasticci non c’è bisogno di un terzo pasticcio, ma di un ‘di più’, di un’azione convincente che indichi una volontà e una prospettiva diverse”. E’ quanto scritto oggi dal direttore di ‘Avvenire’, Marco Tarquinio, a proposito del nascente ‘terzo polo’ che mira a unire le forze moderate di Casini, Fini e Rutelli.

“Verrebbe da dire – si legge ancora sul quotidiano dei vescovi – che c’è necessità di una scelta ‘gratuita’ di servizio agli interessi primari del Paese. L’Udc di Pier Ferdinando Casini ha agito spesso in questa legislatura da ‘opposizione responsabile’, ieri questa impostazione è diventata – a parole e in qualche gesto – l’atteggiamento programmatico di un coordinamento parlamentare che riguarda un centinaio di deputati e senatori di Udc, Api, Mpa e Fli”. “Alle radici di questo ‘soggetto’ – sottolinea Tarquinio – ci sono i seri grumi di sospetto (la storia politica di Gianfranco Fini e le posizioni assunte su importanti questioni valoriali da lui e da vari dei suoi) ma gli alberi – come sempre – si riconoscono dai frutti che danno. E questi contano”, ammonisce il direttore.

Non si fa attendere il commento del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: ??”L”Avvenire’ si deve sempre leggere per un credente, con attenzione e considerazione – dice – Il suo è un monito di cui tenere conto ed è anche condivisibile”.

A sostegno del giudizio di ‘Avvenire’ arriva il commento del presidente dei senatori del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri: “Ha ragione ‘Avvenire’ – spiega – Quello che è stato annunciato è un terzo pasticcio. Lo si vedrà presto, quando tra qualche giorno finalmente riprenderà la discussione della legge sul testamento biologico. Si vedrà che in quella galassia confusa vi sono terzi, quarti, quinti e sesti poli”.

Critiche al nascente polo di centro giungono anche dal capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori, Massimo Donadi. “Almeno a giudicare dai primi voti in aula” – spiega Donadi – il nuovo soggetto politico somiglia a una “stampella del governo”.

“Il Partito democratico rompa gli indugi e lavori insieme a noi per costruire una seria e credibile alternativa di governo. Inseguire il cosiddetto ‘terzo polo’ – aggiunge l’esponente dipietrista – è un’operazione rischiosa che renderebbe marginale il centrosinistra e potrebbe condurre ad un vicolo cieco”.

Raffaele Emiliano