Moffa: “Bocchino inadeguato, non sono io il traditore”

Certamente si poteva evitare tutto questo. Anzi, penso che si poteva evitare già da tempo, ho provato tante volte a mediare. Da parte di Fini c’è stato un errore sul piano tattico, ma soprattutto sul piano strategico. Non credo proprio che in Italia ci sia spazio per un terzo polo. Tanto più questo spazio è ristretto dall’attuale legge elettorale”. A spiegare le ragioni della sua pesante scelta è Silvano Moffa, che in una intervista all’agenzia Adnkronos respinge al mittente le accuse di tradimento: ”L’ho fatto nell’interesse del Paese – si difende – non mi sono venduto, la mia storia politica parla per me, non vale la pena di rispondere a chi mi fa accuse del genere”.

Moffa deve ancora pensarci. L’immediato futuro è ancora incerto e l’ormai ex di Fli non si sbilancia troppo sull’idea  di creare un gruppo con Catia Polidori e Maria Grazia Siliquini, ex finiane come lui. ”Dal punto di vista tecnico, oggi non potevo che confluire nel gruppo misto – spiega Moffa – Però, credo di poter rappresentare un riferimento per un’area moderata del centrodestra e per quanti oggi avvertono prioritariamente l’esigenza di anteporre l’interesse generale del Paese ad ogni particolarismo”. A tal proposito, sottolinea il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, non è escluso che altri finiani moderati possano seguire le sue orme e abbandonare il presidente della Camera.

Credo che ci siano non solo in Fli, ma anche fuori da Fli parlamentari che possano condividere le mie stesse preoccupazioni e anche la tenacia del mio impegno. Ora – spiega Moffa – cercherò di realizzare quello che si poteva fare e non è stato fatto, deragliando dal progetto politico originario”.

A pesare sulla decisione di lasciare Fli, sarebbe stato per Moffa l’ascolto dell’intervento di Italo Bocchino in Aula. ”Ho deciso di fare la mia scelta – dice l’ex finiano – quando ho sentito le parole di Bocchino buttare via in un colpo solo quanto pazientemente costruito di giorno e di notte per arrivare ad un documento di mediazione che evitasse di portare Fli all’opposizione e all’abbraccio del Terzo polo”. Il presidente della commissione Lavoro alla Camera boccia l’alleanza tra Fini, Casini e Rutelli: ”L’attuale sistema elettorale chiude gli spazi al Terzo Polo – sottolinea – Al contrario, rafforzare il bipolarismo per renderlo più plurale nelle due sfaccettature con una forte capacità coalizzante può essere la chiave di svolta per correggere l’attuale legge elettorale”.

”La mia storia politica è tale che non vale neanche la pena di rispondere a chi usa termini come questi”, puntualizza il parlamentare in riferimento alle accuse di tradimento subite dai suoi ex colleghi di partito. “Questa storia – avverte Moffa – dimostra e rappresenta il mio modo di essere e di pensare. Mi rendo conto che lo strappo umanamente ha creato non pochi turbamenti e personalmente ne so qualcosa. Ma ho sempre avuto come stella polare, specialmente in queste ultime settimane quando ho tentato fino all’ultimo di ricucire una frattura tra Fli e Pdl, il rispetto della mia storia politica, e, soprattutto, il bene del Paese”.

Raffaele Emiliano