Scomparsa Yara, guasta la telecamera fuori dal palazzetto

La telecamera vicina al palazzetto dello sport di Brembate non potrà aiutare gli investigatori che stanno cercando indizi sulla scomparsa di Yara Gambirasio. L’apparecchio, che avrebbe potuto riprendere gli ultimi istanti della giovane – sparita dopo l’uscita dalla palestra – era infatti non funzionante. Un fulmine l’aveva messo fuori uso durante il mese di luglio.

Al momento della scomparsa di Yara, la sera del 26 novembre, la telecamera non era ancora stata riparata. Nel comune sono state piazzate anche altre due camere, entrambe puntate sulla chiesa di Brembate. Ma quella che inquadra la rotatoria davanti al palazzetto, quella che sarebbe servita maggiormente agli inquirenti, dal momento che è mirata su un punto nevralgico della circolazione del paese, non ha potuto registrare alcun tipo di materiale utile. E’ forte la delusione tra gli investigatori. Per loro quella camera avrebbe potuto dire molto sull’identità degli eventuali rapitori o conoscenti che si sarebbero allontanati con Yara il 26 novembre. Avrebbe potuto dire che auto avessero usato. Avrebbe potuto dire quanti fossero. Avrebbe potuto, magari, dire chi fossero.

Dopo aver preso atto del guasto, si sta cercando di analizzare anche le immagini fornite dalle altre due telecamere, ma le speranze che possano fornire dettagli utili alle ricerche sono minime. Stesso dicasi per le telecamere private distribuite nell’area del palazzetto, già acquisite dalle forze dell’ordine.

La telecamera fuori dal palazzetto a novembre non era ancora stata aggiustata a causa degli alti costi di riparazione. L’assicurazione, che avrebbe dovuto provvedere al ripristino della macchina, aveva avviato alcune complicate procedure col fine di valutare l’esatta entità del danno. Tutto ciò aveva finito, inevitabilmente, per allungare i tempi di riparazione.

Gianluca Bartalucci