A Palazzo Reale un Ultimo atto d’amore per Alda Merini e Mimmo Rotella

Da domani (18 dicembre 2010) fino al 15 febbraio prossimo, Palazzo Reale a Milano ospiterà la mostra evento “Milano. Ultimo atto d’amore”, omaggio della città alle figure della poetessa Alda Merini e del pittore Mimmo Rotella (siciliano di nascita ma milanese d’adozione) che, sconparsi da non molto, hanno illuminato la seconda metà del ‘900 con le loro opere e la loro arte.

La mostra, promossa dagli Assessorati alla Cultura di Regione Lombardia e Comune di Milano e ideata da Regione Lombardia – Cultura insieme a Spirale d’Idee, prende spunto da un progetto che gli stessi due artisti avevano ideato nel 2005: usare un’icona della bellezza riconosciuta in tutto il mondo, Marilyn Monroe, come spazio per confrontare, mescolare e unire, due arti diverse come poesia e pittura. Nasceva così un sodalizio artistico che i curatori Renato Barilli e Giuseppe Zaccaria hanno voluto far proseguire postumo, con un percorso multimediale fatto di filmati storici, registrazioni di voci, fotografie inedite e recite poetiche, oltre ad un approfondimento con venti opere di Rotella di grande formato su lamiera (’80-2000), la maggior parte inedita, e dieci ritratti décollage di Marilyn (’60-2004). Inoltre in una sezione ideata dalla Fondazione Mimmo Rotella, sarà possibile ascoltare, per la prima volta, la raccolta completa dei “Poemi fonetici” dell’artista.

“Poesia e pittura da sempre si ispirano reciprocamente tanto sul terreno dell’evocazione quanto su quello dell’inquietudine – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Questa mostra è la storia di un amore ideale fra l’umanità che rappresentava la ricerca di senso nella vita con autoironia e altruismo. Alda Merini e Mimmo Rotella hanno strappato le maschere del conformismo a questa società e hanno indicato lungo strade parallele il bisogno di una fuga verso la libertà”. Un connubio, dunque, che intreccia profondamente il lato artistico e umano di Merini e Rotella con la città dove hanno vissuto, e che ha subito entusiasmato i curatori, come conferma l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Buscami: “Abbiamo sposato con entusiasmo questo progetto, non solo per celebrare due artisti illustri del secondo Novecento, ma, soprattutto, per il grande insegnamento di vita che attraverso le loro opere ci hanno lasciato. Le poesie e i ritratti di Alda Merini, così come i frammenti di archeologia urbana milanese di Rotella, ci indicano una strada, una possibile speranza di salvezza nell’accettazione di ogni momento della nostra vita, brutto o bello che sia, vero o falso, “normale” o folle, perché ogni momento di vita può essere anche “un ultimo atto d’amore”.

Giulia Caterina Antonini