Batosta Idv, la promessa di Donadi: “Razzi e Scilipoti ci siano da lezione”

Un partito sotto bordate di pesanti critiche, non bastasse l’emorragia di preferenze che paga nei confronti dell’ascendente Vendola. E’ l’Italia dei valori, dopo la trasmigrazione di Razzi e Scilipoti verso il fronte della fiducia al governo, martedì scorso alla Camera. Per le valutazione, aspre, provenienti dagli alleati del Pd. Che passano all’incasso: ironia, ripensamenti, dure critiche verso la selezione interna. Arrivate anche da parte di Massimo D’Alema.

Che, secondo Massimo Donadi, praticamente numero due di Idv, “ha perso una buona occasione per stare zitto perché se oggi Berlusconi e lì dove sta, nell’opposizione forse chi ha più reposnabilità è proprio D’Alema. Dopodichè, è evidente che ci stiamo interrogando su noi stessi e che sentiamo il peso di una grandissima responsabilità e e grandissima amarezza”, taglia corto il capogruppo dei dipietristi alla Camera.

Razzi e Scilipoti – spiega Donadi – stavano con noi da dieci anni. Per dieci anni hanno condiviso le nostre battaglie. Ma sono stati eletti con due sistemi elettorali diversi. Razzi è stato eletto con le preferenze degli italiani all’estero. E’ davvero difficile spingere la selezione di un partito fino a mettere in conto di saper leggere nell’animo delle persone per capire quanto potrebbero vendersi. Politicamente, intendo”.

“Ci stiamo ponendo queste domande per il futuro e cercheremo di rafforzare sempre più questo punto – aggiunge il dipietrista – Ma voglio ricordare che anche la Lega ha perso decine di parlamentari. Ricordiamoci della Pivetti, ricordiamoci di Petrini, capogruppo alla Camera che passò alla Margherita“.

v.m.