Costa d’Avorio: rischio guerra civile

Dopo quasi venti giorni dalla vittoria di Alassane Ouattara (Forces nouvelles) la Costa d’Avorio rischia di esplodere in una guerra civile. E’ un crescendo di tensioni da quando lo sconfitto ed ex presidente Laurent Gbagbo aveva contestato l’esito delle elezioni ed ottenuto la vittoria col verdetto del Consiglio Costituzionale, del quale esercita il controllo. Ieri la manifestazione di protesta organizzata da Ouattara era sfociata in una guerriglia urbana che, secondo Amnesty International, ha provocato 9 morti ed altrettanti feriti dopo gli scontri con le forze dell’ordine, fedeli a Gbagbo.

Tutto era iniziato lo scorso 3 Dicembre, quando l’esito di vittoria dell’opposizione riconosciuto anche dall’Onu, è stato rovesciato dal Consiglio Costituzionale, che aveva assegnato all’ex presidente il 51% dei voti. Una settimana dopo, di fronte al rifiuto di Gbagbo di riconoscere la vittoria all’avversario, l’Unione Africana aveva sospeso la Costa d’Avorio da tutte le attività dell’organizzazione fino a quando non si fosse ricostituito il potere democraticamente eletto. Subito dopo è intervenuta anche l’UE che ha chiesto subito misure concrete contro il Presidente e i suoi familiari: blocco dei visti e congelamento dei beni è stata la decisione persa 4 giorni fa dai Ministri degli esteri europei.

Fino ad arrivare agli episodi di ieri, quando i sostenitori di Ouattara hanno marciato verso la sede della televisione statale Rti, unica fonte di informazione nel Paese, controllata dallo stesso Gbagbo. In mattinata quattro manifestanti erano stati uccisi sotto i colpi dei soldati delle Forces de défence et de sécurité (Fds). Successivamente i manifestanti hanno deviato verso l’Hotel Du Golf, dove il Presidente ha organizzato il suo cento operativo. Anche qui scontri, durante i quali hanno perso la vita altre 7 persone.

Anche sulle vittime si è aperta una contesa politica: secondo Gbagbo le vittime di ieri sarebbero state una decina, insieme ad altrettanti militari, mentre il leader dell’opposizione sostiene che le forze di sicurezza hanno ammazzato 14 suoi sostenitori. Intanto la tensione è destinata a crescere nelle prossime ore. Già in mattinata i fedeli di Ouattara hanno annunciato una nuova marcia sulla Tv di Stato, spinti dal loro leader che, nonostante il verdetto della Corte, ha formato un suo governo, ed ora vive in un albergo protetto da truppe delle Nazioni Unite. E a sua difesa – come scrive Peacereporter – ora si teme la mobilitazione della guerriglia delle Forces Nouvelles. Nella capitale  Abidjan si attendono nuovi scontri, e forse altri morti.

Cristiano Marti