Intercettazioni Unipol: Paolo Berlusconi chiese di intercettare Natalia Estrada


Mentre il pm chiede il processo per Paolo Berlusconi, in merito alla vicenda della presunta scalata Bnl-Unipol e relative intercettazioni finite su Il Giornale, si apprendono nuovi particolari sulla sua attività collaterale di spionaggio: “Chiese di registrare le conversazioni dell’ex moglie Natalia Estrada”, afferma Fabrizio Favata.

L’ex socio dell’imprenditore dichiara che la bizzarra richiesta fu fatta all’ex titolare della Reserach Control System, Roberto Raffaelli, all’epoca della rottura tra i due. Indagato per “concorso in rivelazione di segreto d’ufficio e utilizzazione del segreto d’ufficio in qualità di editore de Il Giornale in favore del fratello Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio”, a seguito della pubblicazione sul quotidiano dell’intercettazione tra Fassino e Consorte, cotanto fratello si fece prendere la mano.

“Andai da Paolo, mi disse Natalia mi ha lasciato, così gli dissi guarda non lo sapevo, mi spiace”, afferma Favata, durante un interrogatorio del giugno scorso. Sentire la Natalia che parla col suo nuovo fidanzato non mi sembra ti possa far bene, comunque se vuoi chiedi a Raffaeli, proseguì illo tempore l’ex collaboratore. Consiglio che Berlusconi seguì alla lettera.

A proposito del caso intercettazioni, mentre la procura di Milano ha chiesto per il premier l’archiviazione, per Paolo Berlusconi si prospetta un processo, come disposto dal pm Maurizio Romanelli, che coinvolgerà lo stesso Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli, “delegato a fornire le attrezzature necessarie per intercettare”. Non a caso, alla richiesta, Raffaelli rispose prontamente.

Stando alle parole di Favata, la pubblicazione della famosa intercettazione sulle pagine de Il Giornale (“Abbiamo la banca?”, chiedeva un’entusiasta Fassino) avrebbe rappresentato per Silvio Berlusconi una vittoria assicurata, per le elezioni 2006.

Il collaboratore si recò ad Arcore nel Natale del 2005: “Silvio Berlusconi si è disteso su una poltrona e ci ha chiesto di fargli ascoltare cosa avevamo portato. Una volta sentita la voce di Fassino, ha aperto improvvisamente gli occhi dicendoci, Grazie, la mia famiglia vi sarà grato in eterno”.

Carmine Della Pia