La donna che non ha paura di nulla

Non avere paura di nulla non è solo prerogativa degli uomini duri dei film di azione, ma può essere anche il risultato di una malattia. È quello che è successo ad una donna di 44 anni, il cui caso, unico al mondo, è stato reso noto dalla neurologa Justin Feinstein della University of Iowa, che l’ha studiato per anni.

La donna, totalmente incapace di provare alcun timore- e per questo anche incapace di elaborare qualsiasi strategia di fuga o di difesa, tempo fa è stata “scoperta” quando fu oggetto di un’aggressione. Camminava di sera su una strada deserta, quando un uomo le si avvicinò per derubarla, puntandole un coltello alla gola. La donna, totalmente impassibile, rispose “se stai per uccidermi sappi che dovrai vedertela prima con gli angeli del Signore”. Davanti alla sconcertante risposta, l’uomo si allontò da lei che potette così continuare-come se nulla fosse accaduto- il suo viaggio verso casa.

All’origine del sua assenza di reazioni ci sarebbe una rara malattia genetica conosciuta come poproteinosi di Urbach-Wiethe, che causa il deposito di materiale calcificato nel corpo. Fu proprio questa malattia a causare alla donna, quando aveva all’incirca dieci anni, la perdita dell‘amigdalà, la regione del cervello dove si annidano le nostre paure, responsabile anche di elaborare quelle risposte agli stimoli che ci consentono di sopravvivere. “L’amigdala -ha spiegato la professoressa Feinstein- si occupa normalmente di elaborare tutte le informazioni che arrivano al cervello attraverso i cinque sensi, per individuare rapidamente qualunque cosa potrebbe avere un impatto sulla nostra sopravvivenza. Quando sente il pericolo, l’amigdala orchestra una serie di risposte del corpo per prepararci alla fuga o a difenderci. Poiché (la donna, nrd)non ha l’amigdala non può sentire il pericolo e difendersi e quindi è addirittura straordinario che sia ancora viva”.

Per verificare fino a che punto la donna fosse priva di paura, la neurologa l’ha sottoposto ad alcuni test, facendola assistere alle scene più terrificanti dei film di paura, o portandola in un negozio con rettili e ragni- animali che la spaventavano prima che perdesse l’amigdala- senza però provocare nessuna reazione. Il caso della “donna senza paura”, aldilà del suo interesse clinico, potrebbe essere importante per il trattamento delle cosiddette paure post-traumatiche.

Annastella Palasciano