Lady Gaga sbrana Babbo Natale

Lady Gaga continua a far parlare di se. Questa volta però la notizia non riguarda la sua musica o la sua mise stravagante. Ciò che la porta ad essere protagonista dei gossip è il piccolo siparietto che ha messo in scena durante il suo concerto alla O2 Arena di Londra.  La cantante ha preso fra le mani un malcapitato pupazzetto rappresentante un Babbo Natale e lo ha morso fino a decapitarlo, sfogando così tutta la sua rabbia repressa.

Causa di tutto ciò? Se state pensando di leggere la vicenda come la manifestazione del suo odio verso le feste imminenti, sbagliate di grosso. È errato quindi pensare che Lady Gaga, nonostante milioni e milioni di fan che la adorano e farebbero qualsiasi cosa per lei, si sente estremamente sola ed infelice. Si sbaglia ancora di più nel continuare a dire che probabilmente la Star inizia a sentire il peso dei lunghi viaggi e della mancanza di privacy dovuti al suo lavoro. Non è un “Sono sola e infelice, odio le feste!”. Ma…

…una manifestazione di affetto nei confronti dei suoi ammiratori più sfortunati e di tutte quelle persone che non passeranno un Natale felice e spensierato insieme ad amici e parenti. Il concetto espresso sopra non sono parole da attribuire in maniera univoca alla cantate ma ai sentimenti di alcune persone del pubblico.  Gaga avrebbe quindi premesso di amare il Natale e solo dopo avrebbe compiuto il misfatto in un tono più che materno nei confronti dei propri ammiratori infelici e soli durante le feste. Il povero pupazzo, dopo essere passato fra le sue fauci, sarebbe quindi finito sotto i suoi tacchi a spillo e infine fra le mani del pubblico presente. Santa Claus sarebbe stato congedato con un semplicissimo: “Era incinto di schifezze chimiche che non vanno affatto bene per i bambini”. Il tutto porterebbe alla luce un nuovo lato della cantante più stravagante che ci sia. La sua vena anti-consumistica e solidale non si sarebbe potuta esprimere diversamente. Qualsiasi semplice dichiarazione avrebbe portato il tutto sul lato della banalità estrema.

Alessandra Solmi