Scilipoti show alla radio: fango contro di me

Domenico Scilipoti è l’uomo del momento. L’ex dipietrista, che a 4 giorni dalla votazione della fiducia al governo, è stato attraversato da una crisi politica, che lo ha indotto a “saltare il fosso”, è stato ieri il matador della trasmissione “Un giorno da pecora” su Radio2. Un intervento incontenibile, il suo, che ha messo in difficoltà gli irriverenti conduttori, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. E il giornalista de “Il Corriere della Sera“, Gian Antonio Stella, che – in collegamento telefonico – ha tentato di incalzare il politico sugli argomenti più spinosi, ricevendone in risposta un interminabile monologo-comizio sopra le righe.

“Io – ha spiegato l’ex dell’Idv – ho fatto il mio lavoro nell’interesse degli italiani e le mie posizioni erano sempre state chiare all’interno dell’Idv. Ho posto dei problemi urgenti che andavano chiariti e mi è sempre stato risposto di alzare e abbassare la mano perché non avevamo alcun diritto ed eravamo militari e soldati”.

“E allora – ha continuato Scilipoti – prima di parlare, i mascalzoni che buttano fango dovrebbero avere il coraggio di affrontarmi direttamente per palare di temi seri nell’interesse del Paese. Nessuno di noi ha la verità in tasca, ma si dovrebbe avere il coraggio di confrontarsi e di far venire fuori tutte le porcherie e tutte le menzogne che – ha precisato – sono state buttate in questi 5 giorni sull’onorevole Scilipoti”.

Per l’ex dipietrista, insomma, è stata azionata una vera e propria macchina del fango nei suoi confronti. A lui, infatti, alcuni beninformati avrebbero vaticinato quel che suppone stia accadendo in questi giorni: “Perché sei un dissidente, perché parli un linguaggio diverso – gli avrebbero riferito i misteriosi informatori – ti butteranno fango addosso e l’hanno concordato “La Repubblica”, il Pd e l’Idv. Ti faranno nero, così da non farti riconoscere più da tua madre. Questo è un atto ignobile e vergognoso – ha tuonato il medico siciliano – perché persone per bene, che portano avanti determinate battaglie, vengono infangate e messe alla stessa stregua da mascalzoni che non hanno neanche il coraggio di affrontarmi direttamente”.

Fin qui la parte più “seria” del suo intervento. Punzecchiato dai conduttori, l’ex esponente dell’Idv si è quindi lasciato andare, concedendo spazio alla sua verve tragicomica: “Dai, amico mio – ha detto rivolgendosi a Sabelli Fioretti, rimasto “turbato” dal contenuto delle sue dichiarazioni – ma questo non era Scilipoti. Scilipoti è un comico, non si occupa di politica, Scilipoti all’interno del Parlamento faceva il comico. Non è quello che ha fatto 130 interrogazioni parlamentari, non è quello che ha fatto 30 proposte di legge, Scilipoti non è quello che faceva le riunioni in tutta Italia – ha insistito – questo è il clown Scilipoti“.

Quindi l’accusa mossa al programma “Annozero” di Michele Santoro, che avrebbe interpellato l’anziana madre su questioni politiche: “E’ normale – ha domandato l’onorevole – mettere una telecamera in faccia a una signora di 90 anni e chiederle ‘Lei cosa ne pensa di politica nazionale?’. Mia madre ha 90 anni – ha insistito il medico siciliano – e le hanno detto: ‘E questo suo figlio è un delinquente, un mascalzone’. Stasera diranno che è un mafioso, un delinquente, che ha abbattuto le Torri Gemelle. Scilipoti è un clown, fino a ieri non era nessuno – ha continuato il deputato in un trionfo di incontinenza verbale – non ha lavorato. Si dovrebbe vergognare chi fa le ricerche sui debiti di Scilipoti, che deve dare un sacco di soldi. Scilipoti è un indebitato, è uno che non ha soldi per comprarsi il pane e che – ha concluso – aspettava Berlusconi”.

La sua performance ha lasciato spiazzati tutti e ha spinto Gian Antonio Stella a formulare il più lucido dei giudizi: “Scilipoti – gli ha detto il giornalista – così facendo, lei non sta rendendo un buon servizio a se stesso“. Fine delle trasmissioni. Forse.

Maria Saporito