Al Mav rivive la Domus dei Gladiatori: archeologia in 3D

Rivive al Mav, Museo archeologico virtuale, di Ercolano, la Schola Armaturarum, la famosa Accademia dei Gladiatori di Pompei che maltempo e/o anni di incuria hanno portato al crollo lo scorso 6 novembre, dando vita ad una serie di polemiche la cui scia non si è ancora placata.

La tecnologia viene ora in soccorso di tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di ammirarla precedentemente grazie a pannelli tridimensionali che hanno permesso la ricostruzione della Schola in tempo per le vacanze natalizie e la conseguente ondata di turisti che si riverseranno nel sito archeologico: «Si tratta di un’eccezionale opportunità che il May ha saputo raccogliere, realizzando in tempi rapidissimi un’iniziativa di grande marketing e di lungimirante innovazione – commenta il presidente della Provincia, Luigi Cesaro-considerato il periodo natalizio, ritengo che questa operazione possa rappresentare una grossa attrazione per i turisti che visiteranno i nostri territori a Natale».

Nel padiglione appositamente dedicato il visitatore potrà ammirare tre tipi di installazioni: la prima lo proietterà nel 79 d.C., dove potrà scoprire la vita della Schola al tempo dei gladiatori. La seconda installazione narra la storia della Schola, dagli interventi di Vittorio Spinazzola del 1915, al bombardamento del 1943 che portò al crollo di una parte del muro ovest, per finire con la ricostruzione dell’ambiente del 1946 da parte dell’archeologo Amedeo Maturi. Soddisfatto anche Nino Daniele, presidente dell’ Associazione Cives che gestisce il Mav di Ercolano: «Abbiamo fatto il più bel regalo di Natale a Napoli ed all’Italia. Credo che in giro non ci sia nulla di più originale e creativo da visitare e sono contento che quest’opera virtuale sia stata realizzata da un giovane ercolanese». Daniele non manca tuttavia di rivolgersi in modo polemico alla Regione Campania che insieme a Comune e Provincia è un ente fondatore, sottolineando che:«Se abbiamo un primato dobbiamo mantenerlo altrimenti, in assenza di investimenti, anche noi crolleremo».

La Dhomus dei Gladiatori rivive, con tutta la forza simbolica di cui in questo mese si è arricchita: nei suoi spazi virtuali sembra riecheggiare la speranza che l’appello del mondo della cultura non rimanga inascoltato.

Giulia Caterina Antonini