Berlusconi: insulti via Twitter sul megaschermo UE

Bruxelles, 18 dicembre. Un esperimento che, seppur giudicato sostanzialmente positivo dalla sua promotrice e responsabile Dana Manescu, ha generato diverse polemiche. Giovedì pomeriggio, durante la permamenza al consiglio UE del Presidente del Consiglio italiano era stata data la possibilità agli utenti di interagire direttamente con lui via Twitter. Apriti cielo.

Nonostante i numerosi messaggi di complimenti e di critiche costruttive, sul premier è malauguratamente caduta anche una pioggia di insulti. Probabilmente qualcuno non aspettava altro che poterglielo dire “in faccia” e così ha fatto, seppur attraverso l’utilizzo della più moderna tecnologia. E così, sul megaschermo dell’UE, appositamente allestito per l’interazione Berlusconi ( o chi per lui) – utenti sono apparse scritte come “mafioso”, “pedofilo”, “mussolini” “bunga bunga” insomma espressioni tutt’altro che leggere.

La facilità nell’accesso al servizio ha richiamato un gran numero di frequentatori del social network, anche quelli che hanno rivolto i loro “tweet” contro Berlusconi. Bastava infatti digitare la sigla ( tag) #EUCO per poter interagire direttamente con il Consiglio UE. L’imbarazzo della delegazione italiana è stato grande. I responsabili UE hanno sospeso il servizio e rimosso la pagina immediatamente. Il problema è stato creato dalla mancanza assoluta di un filtro. Chiunque, a quanto si è capito, poteva scrivere ciò che voleva facendo finire il suo commento sul megaschermo della sala allestita dal Consiglio Europeo.

“Lo rifaremo ha pero detto ancora la Manescu –  il problema è stato (appunto, NDA) che non era moderato, analizzeremo cosa è andato storto. Siamo comunque abbastanza contenti di questo primo tentativo”. A far  prendere la decisione sospendere il servizio pare sia stato un architetto italiano, firmatosi “mpietropoli”, postando alcune frasi molto esplicite: “elettori coglioni se votano contro i loro interessi” e “Mussolini non ha ucciso nessuno, anzi mandava le persone in vacanza in esilio”, hanno fatto pensare ai gestori che si fosse passato il segno.  Le due frasi però, come spiega lo stesso architetto, erano semplicemente citazioni dello stesso Berlusconi. “C’è chi è andato molto più pesante di me”, ha poi spiegato, “io ho solo riportato fatti di cronaca, frasi prese da google”.

A.S.