Giovani artisti in mostra alla Fondazione Bevilacqua La Masa

Rimarrà aperta a Venezia fino al 23 gennaio 2011 la mostra dei Borsisti della 93ma Collettiva nella sede della Fondazione Bevilacqua La Masa di Palazzetto Tito.

Ogni anno la Fondazione offre un’occasione espositiva agli artisti che maggiormente si sono distinti nella Collettiva Giovani dell’anno precedente che hanno già ricevuto un contributo in denaro per poter sviluppare ed evolversi nel loro percorso artistico. Grazie a questa attività e all’assegnazione degli Atelier la Fondazione Bevilacqua La Masa rende concreto il suo impegno attivo nella promozione della formazione e della crescita degli artisti più giovani.

Nella mostra si potranno vedere le opere di Martino Genchi, Riccardo Giacconi, Laura Lovatel e Federica Menin, Chiaralice Rizzi.

Queste le descrizioni delle opere esposte:

Martino Genchi allestisce nella stanza del camino con materiali di recupero una macchina generatrice di neve, un prototipo dislocato rispetto al luogo a cui sarebbe destinato. Una sfida all’invenzione meccanica che genera eventi interagendo con i fenomeni fisici che, potenzialmente, entrano nello spazio espositivo.
Riccardo Giacconi propone un lavoro costituito da un video, quattro tavole e un testo, pubblicato nel catalogo della mostra, che nasce dai temi e dalle questioni teoriche proposte dalla pubblicazione negli stessi anni dei testi di fantascienza di Isaac Asimov e del libro sulla Resistenza di Beppe Fenoglio, Una questione privata, ovvero: le possibilità di una narrazione che parta dal vissuto storico, il problema dei generi letterari differenti che coesistono in una stessa epoca, l’esperienza individuale rapportata alle possibilità della scrittura.
Laura Lovatel e Federica Menin con Due passi avanti e uno indietro, riflettono sull’osservazione dello spazio nel momento in cui s’interrompe un movimento; il fermarsi ha come conseguenza uno
sguardo differente sulle cose e sugli eventi, che da una parte cerca di afferrarne il flusso dall’altra lo libera da ogni operazione, istruzione o determinazione.
Il lavoro di Chiaralice Rizzi, infine, riflette sull’emergere preciso del tempo attraverso l’immagine della montagna e in particolare lo spazio incantato della sua vetta.
Trasformata in una somma di colori che riflettono su se stessi, la montagna al primo sguardo si presenta come un’apparizione nel cielo, irriducibile, immobile, che non si può ignorare ma solo fissare

La mostra, realizzata grazie al contributo di Moleskine, sarà visitabile fino al 23 gennaio ad ingresso gratuito da mercoledì a domenica (10.30-17.30). E’ prevista la chiusura nei giorni 25 e 26 dicembre 2010 e dal 30 dicembre al 4 gennaio 2011.
Beatrice Pagan