Messico scosso dall’omicidio della madre coraggio, Marisela Escobedo

Una madre coraggio uccisa perché chiedeva a gran voce che fosse fatta giustizia per la morte della figlia. Un omicidio a sangue freddo che ha scosso e commosso un paese, il Messico, troppo spesso teatro di episodi di indicibile violenza.

Marisela Escobedo Ortiz, attivista per i diritti umani, negli scorsi mesi aveva spesso conquistato le pagine dei giornali con la sua pacifica battaglia per far si che, finalmente, l’assassino di sua figlia fosse punito. La ragazza, Rubi Marisol Frayne, era stata uccisa nell’agosto del 2008 a Zacatecas, quando aveva solo 16 anni, e il suo corpo era stato mutiliato e dato alle fiamme. La signora Marisela, conducendo un’indagine privata, era riuscita a trovare il presunto assassino, Rafel Barraza Boca negra, ex compagno della ragazza e vicino alla narco-band dei Los Zetas,
, che aveva anche confessato il suo delitto. Confessione poi ritrattata. L’uomo, consegnato nelle mani della giustizia, tre giorni fa era però stato scarcerato.

Disperata, la donna aveva allora cominciato la sua pacifica protesta davanti alla sede del palazzo del governatore a Chihuahua. E qui che la donna, ripetutamente minacciata, ha trovato la morte la sera di giovedì. Le telecamere di sorveglianza del palazzo di governo hanno ripreso il momento in cui un uomo le si è avvicinato, e dopo un breve dialogo, mentre la donna aveva tentato inutilmente di scappare, l’ha trascinata in un auto vicina e le ha sparato alla testa. Le immagini sono ora al vaglio delle autorità che stanno cercando di risalire all’autore del delitto, anche se sospettano possa trattarsi di Boca negra o di un suo complice. La sera del 7 dicembre, la signora Marisela in una profetica intervista aveva dichiarato “Se vogliono farmi fuori che lo facciano qui davanti. Sarà una vergogna per il governo”.

E mentre le immagini del suo martirio vengono ripetutamente mandate in onda dalle televisioni messicane, il paese chiede a gran voce giustizia per la mamma coraggio e per sua figlia. Intanto, il governatore dello stato del Messico, Duarte, ha già fatto sapere che chiederà la sospensione dei tre giudici che decisero la scarcerazione di Boca negra per mancanza di prove.

Annastella Palasciano