Scontri Roma, Farefuturo: “Rivolta giovanile non è questione di polizia”

“Interpretare le manifestazioni di dissenso giovanile come una semplice questione di polizia è un errore epocale che una classe dirigente fa quando è arrivata alla fine del suo percorso, della sua esperienza pubblica”.

Ad esprimere questo giudizio non è un rappresentante della sinistra, più o meno radicale, ma Filippo Rossi, direttore del magazine online di Farefuturo, che ancora una volta prende le distanze dall’operato del governo.

“Quando la politica scommette sull’ordine pubblico significa che non fa più il suo mestiere. Quando la politica vuole rubare il lavoro ai poliziotti e ai magistrati significa che qualcuno ha messo la parola fine sulle speranze di cambiamento. Una politica che si eccita alla vista del manganello dimostra tutta la sua debolezza. È una politica – spiega Rossi – che rinuncia a capire le ragioni di una società viva, che cambia, che si trasforma. Per questo motivo bisogna fuggire da qualsiasi atteggiamento muscolare di fronte alle manifestazioni di questa nuova rivolta giovanile. Non solo, ma una politica che si riempie la bocca dell’ordine pubblico è una politica che non sa cos’altro dire e, in perenne ricerca di un nemico pur che sia, non le sembra vero di prendere qualche teppista scalmanato e trasformarlo nell’unico rappresentante di un’intera generazione, con il risultato che invece d’includere i giovani li esclude, li mette ai margini, li schiaccia con una retorica-macigno adatta solo a non cambiare idea, adatta solo alla difesa di un ordine burocratico che non regge più agli urti di una storia che si ostina ad andare avanti”, conclude il direttore del magazine online di Farefuturo.

Raffaele Emiliano