Tutti insieme a Dolcemente Prato

Il weekend del 11-12 dicembre ha visto la città di Prato diventar ritrovo dei golosi. Il merito è di Dolcemente Prato, il festival della pasticceria che, giunto alla terza edizione, conferma la fama di sweet valley che la provincia toscana si è guadagnata con gli anni, con le sue sessantasei pasticcerie distribuite su tutto il territorio.

In questa terza edizione il festival ha cambiato la sua formula, orientandosi non tanto sulla fiera, quanto sul laboratorio. L’obbiettivo era quello che i saperi e i trucchi del mestiere non andassero perduti, ma potessero esser insegnati attraverso una scuola, che formi i pasticceri di domani. Ad inaugurar questa nuova accademia della pasticceria è stato chiamato lo chef pâtissier spagnolo Paco Torreblanca, autore di dessert di grande successo come i macarons o il coulant de chocolate.

Noi di Newnotizie abbiamo anche partecipato, nei locali del Wall Art hotel, alla serata di gala. Disposte su una vera e propria passerella stavano alcune straordinarie creazioni dolciarie, avvolte da una luce rosa e sorvegliate come quadri in un museo. Vista l’occasione abbiamo avvicinato alcuni di questi scultori dell’alta pasticceria, per parlare delle loro opere. Il giovane Luca Signori ci ha raccontato di come per lui la pasticceria sia: “un modo per far star bene gli altri. Per raggiunger questo obbiettivo servono però grande impegno e dedizione costante”. C’è anche chi, come Giancarlo Bettazzi, ha strizzato l’occhio ai fanatici della tecnologia, inserendo nella sua scultura di cioccolato i pinguini di Linux, il famoso  software open source. Su questa scelta iconografica lo chef  ha confessato: “Ho messo i pinguini perchè mi piaceva la loro silhouette. Spero che Linux non mi faccia pagare i diritti d’autore!”.

Quello del riconoscimento della propria creatività è un tema che tocca in prima persona Luca Mannori, campione del mondo nel 1997 a Lione con la sua Setteveli, mousse composta da ben sette diversi strati di cioccolata. Questa torta è diventa oramai un classico della pasticceria e lo stesso Mannori ammette: “A me fa piacere che la mia Setteveli sia stata imitata, anche se non mi dispiacerebbe che ne venisse ricordato l’inventore. Quello che però non ho potuto tollerare è stato il tentativo di una grande industria dolciaria di immetter, senza autorizzazione, la mia creazione sul mercato industriale, perdendo così tutta la cura e la qualità degli ingredienti”. Alla serata era presente anche lo chef Paolo Lopriore, uno dei migliori allievi di Gualtiero Marchesi, che ha lanciato la Sweet hour, una nuova idea di aperitivo che mischia il dolce al salato, e che forse, tra qualche anno, rimpiazzerà l’amato happy hour.

A noi comuni fruitori comunque, alla luce di tanta bontà, non resta che continuar a ripeter quello scrisse Oscar Wilde nella commedia Il ventaglio di Lady Windermere: “I can resist everything except temptation”.

Mario Pagano

Le fotografie della serata, in esclusiva per Newnotizie, sono di Enrico Zafarana.
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