Avvelenamento da ferro, more e mirtilli come rimedio

More e mirtilli, ma anche ribes e prugne sono una barriera naturale contro l’avvelenamento da ferro. Inoltre, i loro antiossidanti arginano l’azione dei radicali liberi.

Ad affermarlo è una ricerca condotta dall’Università di Manchester, diretta dal professor Douglas Kell e pubblicata sulla rivista “Archives of Toxicology”.

Se da una parte la mancanza di ferro è una delle cause principali della stanchezza cronica, dall’altra gli studiosi inglesi mettono in guardia da un possibile eccesso di ferro nel nostro organismo, che, ostacolando il naturale assorbimento della vitamina C, avrebbe un effetto tossico e favorirebbe le infezioni.

“Normalmente pensiamo al ferro come qualcosa di buono per noi e nella giusta quantità lo é – afferma Douglas Kell – ma in concentrazioni elevate può andare in giro nell’organismo facendo molti danni”. Secondo i ricercatori, infatti, una presenza eccessiva di ferro nell’organismo, non solo interferisce con il metabolismo, ma aiuterebbe i radicali liberi a colpire il DNA delle cellule, favorendo l’invecchiamento precoce dei tessuti.

La soluzione proposta dal team di studiosi è abbastanza semplice: 5 porzioni “vegetali” da consumare al giorno, due delle quali dovrebbero essere dedicate ai frutti viola del sottobosco, ovvero, mirtilli, more e ribes. Il merito dei frutti di bosco, infatti, è l’elevato contenuto di antiossidanti, naturali alleati in caso di abuso di ferro, ma anche contro i radicali liberi, che, come sappiamo, danneggiano le cellule e i tessuti.

Adriana Ruggeri