Calciomercato Milan, 5 milioni di motivi allontanano Cassano

Ogni grande trattativa alle sue spalle ha un grande problema, spesso causato da un problema di ipermetropia: sì, perchè 5 milioni per il Milan di Berlusconi non dovrebbero essere un problema. Poco più della metà dello stipendio di Ibrahimovic, poco meno dello stipendio di Ronaldinho, appena un quinto di quanto è costato il trasferimento dello svedese dal Barcellona, quasi un quarto del valore di Robinho. Eppure per Galliani quei 5 milioni sono un enorme problema.

Allora potremmo pensare ad una questione di principio: se l’Inter riesce a prendere Pandev gratis, il Milan vuole Cassano allo stesso modo. Ovviamente ci riserviamo di dire che Pandev non vale Cassano, e che il barese non vale 5 milioni: avrà anche dato problemi a praticamente tutti gli allenatori con cui si è trovato, tranne forse Di Carlo; ha ora completato, grazie a Garrone, l’album delle figurine dei presidenti con i quali è sceso a parole poco piacevoli, ma resta un giocatore di grande classe: un patrimonio del calcio italiano, come ha detto anche Abete. La clausola fittizia che la Sampdoria aveva posto per un suo trasferimento era di 20 milioni, quindi 4 in meno di Ibrahimovic, 2 in più di Robinho, 4 volte il prezzo di Boateng (pagato dal Genoa 5 milioni e mezzo più Van Den Borre): trovarsi a pagare 5 milioni, meno del valore di Boateng quindi, è davvero un lusso. Un lusso che il Milan non vuole permettersi.

Ecco quindi che interviene Butragueño, che prova a vestire i panni di esperto mediatore: “Galliani e Perez sono amici: troveranno l’accordo”. Certo, è risaputo che dall’affare Kakà i due siano in bui rapporti, e inoltre dopo quest’estate Perez ha il dente avvelenato con l’Inter per Maicon. Ma c’è una situazione che sfugge a Butragueno o ai giornalisti che hanno riportato le sue parole: la clausola posta per il trasferimento di Cassano non era volontà di Perez, che nel 2006 prelevò Cassano dalla Roma ma non fu il presidente che accordò il trasferimento. Il 29 Maggio del 2008 infatti a stabilire l’accordo con Giuseppe Marotta e Giuseppe Bozzo fu Ramon Calderon, che stabilità 7 milioni di indennizio se Cassano fosse stato ceduto nell’estate 2008, 5 nei tre anni successivi. Insomma la clausola è tornata in auge a 6 mesi dalla sua scadenza e sicuramente Perez non potrà sorvolare su una situazione posta da chi amministrava il club prima di lui.

Garrone intanto resta fermo sulla sua dichiarazione: “Cassano al Milan lo dite voi: nei prossimi giorni parlerò di un possibile reintegro”. Poi c’è anche chi afferma di aver visto un Cassano-attore nel servizio di Striscia e che la consegna della maglia fosse solo una montatura. Ai posteri…

Mario Petillo