Decreto Gelmini: domani riparte la protesta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:54


Domani gli studenti ritornano in piazza contro il decreto Gelmini. La mobilitazione durerà almeno fino a mercoledì, giorno in cui è previsto il via libera al decreto. Secondo quanto riferisce la Rete degli Studenti, saranno organizzate «iniziative territoriali in tutte le città d’Italia, mobilitazioni simboliche e creative per rilanciare la protesta con pratiche diverse da quelle della violenza». 

Netta la presa di posizione degli studenti medi in merito agli scontri avvenuti il 14 dicembre a Roma: «Siamo contro la violenza e il 14 in piazza c’erano gruppi organizzati che non c’entravano niente con gli studenti. Noi vogliamo fare proteste simboliche, anche a sorpresa: flash mob, funerali simbolici della scuola, occupazione di monumenti, come nelle ultime settimane. Il 22 saremo in piazza con gli universitari», affermano. Questi ultimi hanno intenzione di organizzare una grande manifestazione, proprio come quella del 14, ma percorso e modalità saranno definiti solo domani pomeriggio, nel corso dell’assemblea convocata a La Sapienza.

La maggioranza dei manifestanti, tuttavia, non condanna quel che è accaduto il 14: «C’era tanta rabbia ed esasperazione – afferma Luca di Uniriot – e forse, invece di condannare o fare dietrologie, ci si dovrebbe interrogare sui motivi di quello che è accaduto. Un servizio d’ordine per garantire la pacificità del corteo? Martedì scorso neanche quello della Fiom avrebbe fermato gli scontri: quando hai centinaia di persone che partono alla carica e migliaia dietro di loro che le applaudono, non c’è servizio d’ordine che tenga».

Preoccupazione per i disordini esprime il presidente del Senato, Renato Schifani: «Mi auguro che le proteste, se ci saranno, si svolgano in piena democrazia e nel rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti – afferma –. Quando invece la protesta diventa violenta, come quella a cui abbiamo assistito giorni fa – prosegue Schifani -, ogni forza politica e ogni istituzione deve deprecare con fermezza, senza se e senza ma, ogni gesto che vada al di là della normalità democratica. Io condanno fortemente le violenze di questi giorni. Abbiamo visto scene di intolleranza che non vedevamo da tempo».? 

Più dura la presa di posizione del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: «Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo. Qui serve una vasta e decisa azione preventiva. Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma: tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza. Chi protesta in modo pacifico e democratico va diviso dai vasti gruppi di violenti criminali che costellano l’area della sinistra. Solo un deciso intervento può difendere l’Italia».

Immediata la reazione degli studenti alle affermazioni di Maurizio Gasparri: «Un’idea assurda e anticostituzionale – afferma l’assemblea degli studenti medi –. Restiamo allibiti di fronte a questa ennesima risposta autoritaria e repressiva lanciata da un senatore di quella che dovrebbe ancora essere una Repubblica democratica nei confronti di chi manifesta solo il proprio dissenso, esercitando un suo diritto – spiegano i ragazzi –. E poi chi vorrebbe arrestare? Migliaia di persone prese a caso nel mucchio? Questo movimento non ha leader, non ci sono capi, né menti. Tantomeno i centri sociali additati da Gasparri, che ancora si rifiuta di riconoscere la realtà e cerca facili capri espiatori».

Anche gli universitari sottolineano «l’anticostituzionalità» della proposta di Gasparri: «Il 14 dicembre ha insegnato, tra le altre cose, che vengono sempre arrestate persone estranee alle violenze. ll problema è che, per il Governo, movimento e studenti sono solo una questione di ordine pubblico. La politica non riesce a dare risposte a un’intera generazione e così reprime esasperando animi e situazioni con proposte tipo il Daspo o gli arresti preventivi: follie anticostituzionali», dichiara Tiziano Trobia, studente di Scienze politiche della Sapienza e del coordinamento Uniriot.

m.e.t.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!