Il succo di barbabietola aumenta le prestazioni dei muscoli

Il succo di barbabietola rende più efficienti i muscoli umani, riducendo del 12% la dose di ossigeno necessaria per farli agire. Lo sostiene una ricerca dell’Università di Exeter e della Peninsula College of Medicine and Dentistry, diretta da Katie Lansley e pubblicata sul Journal of Applied Physiology, che ritiene i benefici della qualità rossa di questo ortaggio superiori a quelli di qualsiasi altro prodotto chimico .

Gli studiosi sono partiti da precedenti analisi dell’Università di Exeter, che mostravano come la bevanda al sapore di barbabietola innalzasse le prestazioni e la resistenza fisica degli atleti professionisti, anche del 16%. Così i ricercatori hanno deciso di reclutare alcuni volontari, maschi sani e fisicamente attivi, per verificare se gli effetti del succo di barbabietola si potessero allargare anche agli anziani e alle persone con patologie cardiorespiratorie.

I volontari sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto succo di barbabietola, l’altro un placebo. Dopo 6 giorni, i volontari hanno svolto esercizi fisici: camminate e corsa, sia a velocità moderata che controllata. Esaminando il loro organismo, gli scienziati hanno constatato come i muscoli del primo gruppo avessero bisogno del 12% in meno di ossigeno per agire.

Spiega Lansley: “Una volta consumato, il succo di barbabietola rossa dà vita a due effetti fisiologici: allarga i vasi sanguigni, riducendo la pressione sanguigna e permettendo più flusso di sangue, e agisce sui muscoli, riducendo la quantità di ossigeno necessaria per le loro attività“.

Ecco perché il succo rosso può essere molto utile anche ai malati di patologie cardiorespiratorie o agli anziani. Questo perché “Quando si invecchia, o se si soffre di patologie che interessano il sistema cardiovascolare, la quantità di ossigeno che si può utilizzare durante l’esercizio fisico si abbassa considerevolmente. Ciò significa che, per alcune persone, anche semplici attività come camminare possono non essere più gestibili”.

Adriana Ruggeri