Pesaro, nuova terapia per la cura dei linfomi

Una nuova terapia per combattere i linfomi, una malattia neoplastica (tumore) del tessuto linfoide. Un gruppo di 44 pazienti colpiti da linfoma in stadio avanzato è stato sottoposto a una nuova terapia ad alte dosi prima dell’autotrapianto di cellule staminali, ideato dall’Ematologia di Pesaro con il supporto di Ail Pesaro e dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord.

La sperimentazione, approvata dal Comitato etico, dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dall’European Medicines Agency (Ema), ha dato risultati clinici e biologici molto rilevanti: l’84% dei pazienti trattati ha ottenuto la remissione completa e l’ha mantenuta a oltre un anno dalla cura. La ricerca è stata presentata la settimana scorsa a Orlando, in Florida, al meeting annuale dell’American Society of Hematology, il principale convegno internazionale in ematologia, a cui hanno partecipato circa 21 mila specialisti provenienti da tutto il mondo.

“Lo studio della terapia è partito circa tre anni fa – ha dichiarato il primario della struttura pesarese Giuseppe Visani -, e 44 pazienti, tutti nella fase avanzata della malattia o resistenti alle terapie ordinarie, si sono sottoposti al trattamento con risultati importanti”. Secondo il primario, si tratta di “una rivoluzione nel panorama terapeutico, che dovrà essere allargata ad una casistica più ampia, ma che per ora rappresenta una tra le più importanti novità nel campo del trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche degli ultimi vent’anni“. “In considerazione dell’incremento dell’incidenza dei linfomi e dell’alto numero di persone che si ammalano di questa malattia anche nelle Marche – ha concluso- questo dato rappresenta un messaggio di speranza per tutti pazienti affetti da linfoma”. La terapia potrebbe essere proposta anche ai pazienti che raggiungono Pesaro nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale, come il progetto Mediterraneo aperto alla Palestina e Marocco.

I linfomi sono la terza più frequente neoplasia a livello mondiale, che costituisce il 5% dei tumori maligni e la quinta causa di morte per cancro; la sua prevalenza sta crescendo costantemente ad un ritmo del 3% annuo.

Adriana Ruggeri