Pistoia, la cattedrale di San Zeno riscopre i colori della Resurrezione

La cattedrale pistoiese di San Zeno ritrova, in tutto il suo splendore uno dei suoi tesori che allietano lo sguardo di chi sosta e ammira. Dopo nemmeno due anni di lavori, in anticipo sul tempo previsto, è stato completato il restauro della Resurrezione di Cristofano Allori.

Il progetto era partito tre anni fa circa, quando all’avvento del nuovo vescovo, Mansueto Bianchi (presente all’inaugurazione) si era deciso di compiere il necessario restauro per far riemergere i contorni delle figure allora offuscati e quasi non più distinguibili. Il fine dei lavori è stato riportare la tela ai colori originari, colori che, quattrocento anni di storia e interventi poco professionali degli anni precedenti, avevano reso opachi se non addirittura ricoperti di misture che avevano aumentato lo spessore della cromatura. Commenta  Ivano Paci, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che ha finanzato il progetto: “Il nostro auspicio è ora che la ritrovata purezza dei colori e delle linee del dipinto serva a far apprezzare e frequentare maggiormente la nostra”.

Ora il progetto è completato e la pala del ‘600 può finalmente ritornare al centro dell’abside della cattedrale, un abside particolare, interamente dedicato ai misteri di vita: la Resurrezione appunto, e ai lati la Pentecoste e l’ascesa dello Spirito Santo. Autore del restauro è stato Alfio Del Serra, coadiuvato da Sandra Freschi, con la soprintendenza di Maria Cristina Mesdea che commenta: “Si possono ora vedere nella parte bassa tutti i soldati riversi a terra o in fuga, pur nella loro realtà di ombre scure, nonché il particolare dell’ingresso al sepolcro aperto nella roccia e presidiato da un angelo che non è facile immaginare dell’Allori. Più in alto è riapparso un cespuglio. Bella la figura del Cristo ha sofferto molto o per incompiutezza, o per interventi maldestri. E bellissimo il gruppo degli angeli sulla sinistra, come lo è il chiarore della luce divina dietro il Cristo. Questa è la parte meglio conservata che rivela la maestria dell’Allori nel trattare il colore nelle sue sfumature”.

Giulia Antonini