Salute, Oms approva nuovo test rapido per la tubercolosi

E’ stata presentata una paio di settimane fa una nuova “arma”nella lotta mondiale alla tubercolosi (Tbc),  una grave malattia che ogni anno uccide 2 milioni di persone nel mondo, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.

E’ disponibile un nuovo test rapido, approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che consente di diagnosticare la malattia in soli 100 minuti rispetto ai tre mesi necessari con le metodiche attuali. Grazie inoltre ad un accordo raggiunto con l’azienda che lo produce, la Cepheid, il kit verrà venduto in 116 Paesi a basso e medio reddito a un costo ribassato del 75% rispetto al prezzo di mercato.

Sicuro e facile dal usare, il kit, che è un automatizzato Naat (test di amplificazione degli acidi nucleici), è stato testato per 18 mesi sia sotto il profilo dell’efficacia che della diagnosi precoce della Tbc e delle sue forme multi-farmacoresistenti. Oltre alla rapidità del risultato, la diffusione del kit potrebbe incrementare, secondo gli esperti dell’Oms, di 3 volte la diagnosi di pazienti con Mr-Tbc e raddoppiare quella dei soggetti affetti dal Tbc e Hiv. Di qui l’obiettivo di inserire il test come parte dei piani nazionali per la lotta contro la tubercolosi creando protocolli di prevenzione e cura mirati.

Si è in presenza di un macchinario piccolo che necessita solo di una presa di corrente: è stato ribattezzato “coffee machine”, perché visivamente ricorda alcune macchinette automatiche per il caffè che si caricano con delle cartucce. In questo caso nelle cartucce c’è un reagente che analizza le molecole dell’espettorato del paziente individuando il dna di un agente patogeno (nello specifico quello della tubercolosi). Collegato ad un pc si può leggere la risposta in breve. I risultati sono molto  sicuri perché automatizzati, non soggetti a contaminazione. 

“Questo nuovo test rappresenta una pietra miliare per la diagnosi e la cura TB a livello mondiale. Esso rappresenta anche una nuova speranza per i milioni di persone che sono a più alto rischio di tubercolosi e malattie resistenti ai farmaci.” ha detto il dottor Mario Raviglione, direttore del WHO Stop TB Department. “Abbiamo le prove scientifiche, abbiamo definito la politica, e ora puntiamo a sostenere l’attuazione per l’impatto nei paesi».

Adriana Ruggeri