Sospetti problemi di privacy per le apps di Apple e Google

Fine 2010. Nel momento di maggior focus sui telefonini di ultima generazione, smartphone  e tablet, in un mese in cui le vendite vanno alle stelle, sia di hardware (i telefonini) sia di software ( le apps ), il Wall Street Journal pare aver lanciato un sasso nello stagno, avvertendo i consumatori che non tutto sembra funzionare come promesso per i software aggiuntivi iOS e Android.

L’accusa del noto quotidiano è pesante:  alcune “apps”  sembrerebbero mettere a rischio la privacy degli utilizzatori, senza che quest’ultimi sappiano che cosa accade. Di tutte le apps considerate dallo studio del WSJ pare che ben 101 non rispettino la privacy degli utenti, inviando dati alle case produttrici o a terzi che poi utilizzerebbero le informazioni per scopi pubblicitari o marketing nascosto.

Circa 56 apps invierebbero dati dello smartphone ( come ad esempio il serial number) mentre le rimanenti traccerebbero in tempo reale la posizione dell’utilizzatore tramite il GPS interno all’apparecchio. In tutti i casi se queste voci fossero fondate e si facesse chiarezza sulle più di 250.000 apps in circolazione, si potrebbe trovare un certo numero di software che oltre al servizio visibile alle persone che lo hanno scaricato, abbia un secondo compito atto a favorire “altri”, all’oscuro dei consumatori.

Si aspetta a breve una contro-risposta da parte di Apple e Google che sono i detentori quasi totali di questo mercato di software per dispositivi portatili. La Microsoft invece non è al centro “dell’inchiesta” poichè i telefonini con il suo sistema operativo sono rari o stanno uscendo proprio quest’anno.

Alla fine di queste inchieste giornalistiche si rimane sempre un poco attoniti, pensando a tutti i rischi a cui un internauta è sottoposto tutti i giorni. Se pensiamo che ormai qualsiasi dispositivo portatile si collega “alla rete” e che è soggetto a tanti pericoli come già accade ai cugini più “grandi”, i pc, si arriva alla conclusione che la propria privacy è sempre appesa ad un filo o in questo caso ad un onda magnetica che porta i propri dati verso internet.

I.T.